Giornata mondiale delle api: quando e perché è stata istituita

Ambiente
©IPA/Fotogramma

Si celebra ogni anno il 20 maggio l'evento nato per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di questi insetti, fondamentali per l'equilibrio dell'ecosistema, la cui sopravvivenza è minacciata da cambiamento climatico, inquinamento e pesticidi

Il 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle api. L'evento, la cui prima edizione è stata nel 2018, intende sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di questi insetti, fondamentali per l'equilibrio dell'ecosistema. La loro sopravvivenza, infatti, è messa a rischio sempre di più dai cambiamenti climatici, dall'inquinamento e dall'uso dei pesticidi, al punto da aver spinto le istituzioni globali a organizzare un evento annuale che ne promuova la tutela.

L'istituzione della Giornata

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L'idea di istituire una Giornata mondiale dedicata alle api comincia a prendere forma nel 2014 su iniziativa dell'associazione slovena degli apicoltori. Dopo il sostegno anche del governo del Paese, a settembre del 2015 viene coinvolta la più grande organizzazione internazionale di apicoltori: Apimondia. Da allora si moltiplicano gli eventi e gli incontri in tutto il mondo sul tema, organizzati del ministero dell'Agricoltura sloveno, fino ad arrivare al 17 novembre del 2017, quando il Comitato economico e finanziario delle Nazioni Unite adotta una risoluzione che proclama la Giornata mondiale delle api. Votata il 20 dicembre di quello stesso anno, viene sostenuta all'unanimità dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, che indica nel 20 maggio il giorno designato per le celebrazioni della Giornata. La scelta di questa data, peraltro, non è casuale, in quanto coincide con il giorno di nascita di Anton Janša, che nel XVIII secolo ha aperto la strada alle moderne tecniche di apicoltura nella sua nativa Slovenia.

L'importanza delle api

Sono i numeri, in primo luogo, a certificare l'importanza delle api. Circa il 75% delle coltivazioni alimentari, infatti, dipende dall'impollinazione animale, per la quale questi insetti svolgono un ruolo di primo piano. In media una singola ape visita circa 7mila fiori al giorno e servono 4 milioni di esplorazioni floreali per produrre 1 chilo di miele. Inoltre, secondo la Fao, dall'impollinazione dalle api dipendono 3 colture alimentari su 4, come le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri e i meloni. Eppure, stando alle stime dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, le api sarebbero soggette a livelli di estinzione tra le cento e le mille volte più elevati del normale. Le cause sono molteplici e vanno ricercate negli effetti negativi del cambiamento climatico, nell'inquinamento e, soprattutto, nell'uso intensivo di fitofarmaci per l'agricoltura. Il lavoro delle api ha, inoltre, un significativo valore economico. Secondo dati rilasciati da Fai-Federazione Apicoltori Italiani, si registra l'incremento costante del patrimonio apistico nazionale che nell'ultimo censimento 2020 ha raggiunto la quota di 1.950.000 alveari per un valore stimato di 500 milioni di euro. La presenza di alveari sul territorio genera in Italia, per l'organizzazione agricola, 2 miliardi di euro di valore della produzione delle colture di interesse agro-alimentare, cui si deve aggiungere quello dell'apporto ecosistemico che le api garantiscono con il servizio di impollinazione alla biodiversità dei nostri ambienti naturali, stimato in 150 miliardi di euro.

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