Coronavirus, Nasa: negli Usa registrato forte calo dell’inquinamento

Scienze

Nel mese scorso l'inquinamento atmosferico nel nord est degli Usa è sceso del 30% rispetto alla media degli anni precedenti. Si tratta di un fenomeno temporaneo dovuto al completo lockdown del Paese, emesso per arginare la diffusione della pandemia da Covid-19 

I provvedimenti restrittivi adottati dalle autorità in gran parte del mondo, per cercare di arginare la diffusione della pandemia da Covid-19 (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA), hanno indirettamente permesso ad altri fattori, quali l’inquinamento, di diminuire drasticamente.
Nel corso delle ultime settimane, nelle principali aree metropolitane degli Stati Uniti nord-orientali, le misurazioni satellitari dalla Nasa hanno rivelato significative riduzioni dell'inquinamento atmosferico.
Secondo i dati diffusi dalla Nasa sul suo sito ufficiale, nel mese di marzo 2020 l'inquinamento atmosferico nel nord est degli Usa, identificato tramite i livelli di biossido di azoto presenti nell’aria, è sceso del 30% rispetto alla media registrata nello stesso mese dal 2015 al 2019. I dati sono stati raccolti dagli esperti del Goddard Space Flight Center, Greenbelt, Maryland, grazie alle misurazioni effettuate dal satellite Aura della Nasa.

Calo momentaneo: l'inquinamento salirà al termine del lockdown

Forti riduzioni dell’inquinamento, come fa sapere la Nasa, sono state registrate anche Seattle, Chicago, Los Angeles e Atlanta.
Si tratta, tuttavia, di un dato momentaneo: stando al parere degli esperti i valori dell’inquinamento atmosferico torneranno nella norma quando terminerà il lockdown e riprenderanno il traffico e le attività industriali.
“Sebbene le variazioni meteorologiche di anno in anno causino variazioni delle medie mensili per singoli anni, marzo 2020 mostra i livelli mensili di biossido di azoto atmosferico più bassi di qualsiasi marzo dal 2005 ad oggi”, spiegano gli esperti della Nasa sul sito ufficiale. “Ulteriori analisi saranno necessarie per quantificare rigorosamente la quantità di variazione dei livelli di biossido di azoto associata a variazioni delle emissioni rispetto alle variazioni naturali del tempo”.

Gli effetti del lockdown in India

gli effetti “collaterali” del lockdown e del conseguente calo delle polveri sottili sono visibili anche in altre parti del mondo. I cittadini del Punjab, zona nel nord dell'India, per esempio, in questo periodo di emergenza sanitaria sono riusciti per la prima volta in oltre 30 anni a vedere la catena montuosa dell’Himalaya. Stando ai dati riportati dal sito della Cnn, solo a Nuova Delhi si è verificato un calo del 44% delle polveri sottili e che in tutta l'India sono addirittura 85 le città che hanno registrato un calo dell'inquinamento, dopo due settimane di isolamento.

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