Una nuova teoria sull'origine del campo magnetico della Terra

Scienze

L’hanno proposta gli scienziati dell’Università della California, a San Diego. Si tratta di una tra le numerose ipotesi in campo, cioè che sarebbe nato nella porzione liquida del giovane mantello terrestre e non nel nucleo solido 

Il campo magnetico terrestre, senza il quale la Terra non avrebbe mai potuto ospitare la vita, rappresenta una vera e propria barriera che circonda il nostro pianeta, per decine di migliaia di chilometri, costituendo una sorta di scudo invisibile, che devia i raggi cosmici dannosi. Sulla sua origine, però, gli scienziati si sono spesso divisi e non esiste ancora oggi una teoria univoca sul tema. L’ultima teoria, pubblicata in un articolo apparso sulla rivista “Earth and Planetary Science Letters” sostiene che il campo magnetico “sarebbe nato nella porzione liquida del giovane mantello terrestre, e non nel nucleo solido”, così come riporta anche “Global Science”, portale gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana.

Le teorie avanzate

Lo studio, condotto da esperti dell’Università della California, a San Diego, va in netto contrasto con un’altra teoria, sostenuta da molti esperti, secondo cui la parte del mantello più vicina al centro si sarebbe solidificata completamente all’inizio dell’evoluzione del pianeta. Secondo gli scienziati americani, invece, la porzione liquida del mantello terrestre avrebbe favorito la nascita del campo magnetico già nei primi periodi dell’evoluzione della Terra. “Se il campo magnetico è stato generato nell’oceano magmatico basale del mantello, allora la Terra è stata protetta dalle radiazioni fin dall’inizio, il che ha favorito la nascita della vita sul nostro pianeta”, ha commentato Dave Stegman, uno degli autori dello studio.

La necessità di ulteriori studi

Trattandosi, come detto, di una tematica controversa e su cui gli esperti si sono spesso divisi, occorreranno ulteriori studi e ricerche per confermare la teoria proposta dagli specialisti dell’ateneo californiano e cercare così, eventualmente, di dare una direzione specifica. La loro ipotesi però, ha già conquistato qualche parere favorevole, come quello del geofisico dell’Università dell’Arizona Joseph O’Rourke, che l’ha voluta estendere ai suoi studi sul pianeta Venere. Sostenendo che anch’esso possa aver generato un campo magnetico nel proprio mantello, così come ha fatto la Terra. "Il loro recente articolo aiuta a rispondere a una domanda che ha irritato gli scienziati per molti anni: in che modo il campo magnetico terrestre è sopravvissuto per miliardi di anni?", ha detto O’Rourke. "In definitiva, i nostri studi sono complementari perché dimostrano che gli oceani del magma basale sono importanti per l'evoluzione dei pianeti terrestri", ha spiegato. "L'oceano di magma basale della Terra si è solidificato ma è stato fondamentale per la longevità del nostro campo magnetico".  

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