Antartide e Groenlandia, scioglimento ghiacciai 6 volte più rapido rispetto agli anni 90

Scienze

L’analisi comprensiva dei dati ottenuti dai satelliti tra il 1992 e il 2017 rivela una netta accelerazione nell’assottigliamento dei ghiacci a entrambi i poli della Terra. Il fenomeno potrebbe avere serie conseguenze sull’innalzamento del livello dei mari 

L’assottigliamento dei ghiacci ai due poli della Terra si starebbe verificando con una velocità sei volte maggiore rispetto a quella di circa 30 anni fa. Questa accelerazione nello scioglimento delle calotte polari è emersa in modo evidente agli occhi degli scienziati che hanno effettuato un’analisi comprensiva dei dati ottenuti dai satelliti tra il 1992 e il 2017, come riportato dalla BBC. In questo lasso di tempo, aree come Groenlandia e Antartide hanno perso complessivamente 6,4 trilioni di tonnellate di ghiaccio, contribuendo per circa un terzo all’innalzamento dei mari a livello globale, rispetto al 5% degli anni 90.

Perdita ghiacci accelerata ai due poli

La quantità di ghiaccio persa tra il 1992 e il 2017 ha provocato un innalzamento globale del livello dei mari pari a 17,8 millimetri. Come spiegato a BBC News dal professore dell’Università di Leeds Andrew Shepherd, tutto questo “ha importanti implicazioni future per quanto riguarda l’erosione e le inondazioni costiere”. Le stime dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), basate su alcune simulazioni, avevano già evidenziato un possibile innalzamento dei mari di circa 53 centimetri entro il 2100. Tuttavia, secondo gli studi del team che porta avanti il progetto Ice Sheet Mass Balance Intercomparison Exercise (Imbie), coordinato anche da Shepherd, la crescita del livello delle acque potrebbe essere di 17 centimetri in più rispetto a quanto previsto, una stima che, sempre entro la fine del secolo, potrebbe mettere le popolazioni costiere, per un totale di circa 400 milioni di persone, a rischio inondazione ogni anno.

Scioglimento ghiacci: da 81 a 475 miliardi di tonnellate annue

Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide e Groenlandia si verifica per motivi leggermente diversi, seppur entrambi riconducibili al cambiamento climatico. Nell’emisfero meridionale, la perdita di calotta glaciale si deve principalmente alle acque oceaniche più calde, mentre nelle aree vicine al Polo Nord il ghiaccio si scioglie anche in superficie, a causa delle temperature più calde dall’aria che circola. In questi territori, la perdita di ghiaccio che negli anni 90 si attestava sulle 81 miliardi di tonnellate all’anno è arrivata a toccare le 475 miliardi di tonnellate annuali dal 2010 in poi. A preoccupare gli scienziati, inoltre, è la probabile imminente dismissione dei satelliti dedicati alle zone polari, che potrebbe portare a previsioni meno attendibili.

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