La Terra ha un passato acquatico: sommersa da un oceano 3 miliardi di anni fa

Scienze

Analizzando gli isotopi di ossigeno presenti nell’antica crosta oceanica, un team di ricercatori è giunto a ipotizzare uno scenario in cui il pianeta era pressoché privo di continenti, con un oceano che si estendeva globalmente 

Un mondo acquatico, con i continenti che conosciamo oggi quasi completamente sommersi da un oceano che si estendeva globalmente. È questa secondo un team di geologi la possibile immagine della Terra circa 3,2 miliardi di anni fa, un pianeta totalmente diverso da quello odierno nel quale però avrebbero iniziato a svilupparsi i primi organismi unicellulari. A presentare questo scenario è un nuovo studio condotto da ricercatori della Iowa State University e Università del Colorado, che hanno analizzato la “firma chimica” delle rocce nell’entroterra dell’Australia Occidentale, appartenenti all’antica crosta oceanica della Terra.

La Terra era un mondo sommerso? Le risposte delle rocce

Gli indizi che puntano verso il passato acquatico della Terra sono stati reperiti in un sito geologico noto come Panorama district, nello stato dell’Australia Occidentale. Qui, i ricercatori hanno potuto infatti analizzare una porzione dell’antica crosta oceanica risalente a circa 3,2 miliardi di anni fa, concentrandosi in particolare sulla presenza di diversi isotopi di ossigeno, utili a raccontare le interazioni avvenute in passato tra roccia e acqua. Dallo studio dei campioni raccolti è emersa una maggiore presenza dell’ossigeno 18, ovvero un isotopo più pesante rispetto all’ossigeno 16: questo dato si lega secondo i ricercatori all’assenza, all’epoca, di terre emerse, che tendono normalmente ad assorbire gli isotopi pesanti di ossigeno.

L’origine della vita sulla Terra

Come spiegato dagli autori su Nature Geoscience, rivista che ha pubblicato lo studio, la firma chimica delle rocce dell’antica crosta oceanica farebbe quindi ipotizzare un pianeta quasi completamente ricoperto dall’oceano e privo di continenti. Se confermati, questi risultati sarebbero estremamente preziosi per permettere agli scienziati di capire in che contesto la vita abbia avuto origine e si sia inizialmente evoluta sulla Terra, fornendo oltretutto dati utili a comprendere quali altri mondi potrebbero essere potenzialmente abitabili. Benjamin Johnson, uno degli autori del lavoro, conferma che “senza continenti emersi, il valore dell’ossigeno sarebbe diverso rispetto a quello attuale ed è esattamente ciò che abbiamo riscontrato”. Il collega Boswell Wing specifica però che “questo non significa che all’epoca non ci fossero terre emerse: nulla esclude che ci potessero essere dei micro continenti giovanissimi che emergevano appena dalle acque”. 

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