Senso di sazietà, scoperta la sua origine nel cervello

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

Questa sensazione, piuttosto comune dopo un pasto, nasce in alcuni neuroni dell’ipotalamo che, cambiando forma, innescano un cambiamento nei circuiti responsabili di veicolare il segnale che si è mangiato abbastanza 

Sotto la guida di Alexandre Benani, i ricercatori del Centro per il gusto e il comportamento alimentare di Digione sono riusciti a scoprire le origini del senso di sazietà. I loro risultati, pubblicati sulle pagine della rivista specializzata Cell Reports, indicano che questa sensazione, piuttosto comune dopo un pasto, nasce nel cervello, più precisamente in alcuni neuroni dell’ipotalamo che, cambiando forma, innescano un cambiamento nei circuiti responsabili di veicolare il segnale che si è mangiato abbastanza.

I neuroni Pomc

Dalla nuova ricerca emerge che i circuiti nervosi che regolano le sensazioni di fame e sazietà possono modificare le loro connessioni in modo da regolare il comportamento a tavola e mantenere un equilibrio tra l’assunzione di cibo e il consumo di calorie. I ricercatori hanno studiato la loro funzione nel corso di alcuni test condotti sui topi, concentrandosi in particolare sui neuroni dell’ipotalamo indicati come Pomc, che agiscono limitando il consumo di cibo. Questo circuito può essere modificato dagli astrociti, delle cellule nervose simili a delle stelle in grado di cambiare forma. Quando i livelli di zucchero nel sangue aumentano temporaneamente in seguito a un pasto, queste cellule nervose inviano un segnale di stop e attivano i neuroni Pomc, che stimolano il senso di sazietà. Ciò non avviene in seguito all’assunzione di cibi particolarmente grassi. I ricercatori stanno cercando capire se questo accade perché i lipidi siano meno efficaci nel togliere la fame, o se agiscano attraverso un circuito differente.

La relazione tra junk food e senso di sazietà

In base ai risultati di un altro studio, condotto da Stephanie Borgland della University of Calgary, il consumo eccessivo di cibo spazzatura può incrementare l’appetito inibendo il senso di sazietà. Nel corso della ricerca, un gruppo di cavie ha avuto libero accesso, 24 ore al giorno per 40 gironi, a cibo altamente calorico, come cioccolata, dolci e altro junk food. Lo stato di salute di questi roditori è stato confrontato con quello di un altro gruppo che aveva accesso a questi cibi solo per un'ora al giorno. Al termine dei 40 giorni, i topi sottoposti a 24 ore di dieta basata sul cibo spazzatura sono diventati obesi e nel loro cervello sono aumentate le sostanze endocannabinoidi, ovvero le droghe naturali dell'organismo. Inoltre, i ricercatori hanno registrato un’inibizione del senso di sazietà e un cambiamento dell’attività neuronale nella regione del cervello nota come corteccia orbito-frontale. 

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