La sonda Rosetta e il comportamento della cometa "camaleonte"

Scienze

I dati provenienti dallo strumento Virtis, montato a bordo della sonda Rosetta, hanno permesso di capire come la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko abbia mutato colore avvicinandosi al Sole e poi allontanandosi da esso 

Rosetta è stata una missione spaziale sviluppata dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), lanciata nello spazio nel 2004 per poi terminare le sue osservazioni nel 2016. L'obiettivo della missione è stato lo studio della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Oggi, grazie ai dati elaborati dagli esperti e riportati dal sito web dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, protagonista della realizzazione dello spettrometro infrarosso Virtis grazie a cui è stato possibile fare questi particolari rilevamenti, è emerso come la cometa si sia comportata quasi come un camaleonte.

Il colore del nucleo

Dalla rielaborazione di questi dati, pubblicati anche sulla rivista scientifica “Nature”, è emerso infatti come il nucleo di 67P/Churyumov-Gerasimenko abbia progressivamente perso il proprio colore rosso avvicinandosi al Sole, per poi tornare ad assumere la stessa colorazione rossastra una volta rientrata nello spazio profondo. Inoltre gli esperti hanno notato come le particelle di polvere nella chioma, abbiano a poco a poco virato verso un colore blu allontanandosi dal Sole.

Il comportamento della cometa

Per spiegare nel dettaglio questo bizzarro comportamento, gli astronomi raccontano che quando era lontano dal Sole, dunque, il nucleo della cometa appariva di un colore più rosso delle particelle della chioma, che erano tempestate da granelli di ghiaccio d’acqua di circa 100 micrometri di diametro. Tuttavia, quando la cometa ha mostrato di avvicinarsi al Sole, il nucleo stesso ha modificato la sua colorazione, diventando più blu dal momento che la rimozione dello strato di polvere superficiale ha esposto gli strati interni ricchi di ghiaccio. Viceversa, la chioma della cometa è diventata gradualmente più rossa: questo cambiamento è spiegato dal fatto che i granelli di polvere, di dimensioni inferiori al micron, appaiono disidratati e ricchi di materia organica e carbonio. Quando 67/P si è allontanata dal Sole, infine, l’attività sulla cometa è diminuita e il nucleo è tornato ad essere più rosso rispetto alla chioma.

Misurazioni innovative

“Il fatto che la sonda Rosetta abbia seguito la cometa 67/P durante il suo avvicinamento al Sole ha permesso di fare misure estremamente innovative, e l’interpretazione dei dati ottenuti sta chiarendo i fenomeni che avvengono nel nucleo della cometa in diversi punti della sua orbita”, ha spiegato Eleonora Ammannito, ricercatrice delle scienze planetarie dell’Asi, l’Agenzia Spaziale Italiana. “La nuova pubblicazione suggerisce la possibilità di un ciclo evolutivo per il ghiaccio presente nel nucleo della 67/p legato alla distanza Sole-cometa, ipotesi che potrebbe avere delle forti implicazioni nello studio dei meccanismi che permettono alle comete di trasportare materiale da una zona ad un’altra del Sistema solare”, ha poi concluso l’esperta.

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