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Scoperte sulla cometa di Rosetta tracce di origini interstellari

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2' di lettura

Su 67P Churyumov-Gerasimenko sono state identificate per la prima volta catene di atomi di carbonio ed idrogeno, che aprono un nuovo scenario sull’origine del Sistema solare e della vita sulla Terra. I risultati si devono agli esperti dell’Inaf 

Dalla ricerca scientifica arriva un’importante nuova scoperta che amplia le conoscenze sull’origine del Sistema solare.
Un approfondito lavoro di revisione, condotto da un team di astronomi coordinati da Andrea Raponi, dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), ha permesso l’identificazione sulla cometa 67P Churyumov-Gerasimenko di tracce di composti organici alifatici, ovvero di catene di atomi di carbonio ed idrogeno.
I risultati della revisione suggeriscono che il nostro sistema planetario abbia origini interstellari, in quanto i composti alla base dell’origine della vita sarebbero giunti sulla Terra dallo Spazio e potrebbero essere gli stessi presenti in altri mondi esterni al Sistema solare.

Lo studio nel dettaglio

Le ultime analisi, descritte nel dettaglio sulla rivista specializzata Nature Astronomy, sono state effettuate tramite l’utilizzo dello spettrometro italiano Virtis (Visual, Infra-Red and Thermal Imaging Spectrometer), che ha aiutato gli esperti a studiare nel dettaglio la composizione della superficie del nucleo della cometa, sulla quale nel 2015 è atterrata una sonda spaziale, nell’ambito della missione europea Rosetta.
"Le nostre analisi indicano una composizione della cometa simile a quella che del mezzo interstellare e di alcune meteoriti rinvenute sulla Terra, suggerendo una continuità tra questi ambienti. Possiamo dire che questi risultati mettono in collegamento le stelle con la Terra”, ha spiegato Andrea Raponi, coordinatore della ricerca.

Nuovo possibile scenario

“Lo studio appena pubblicato identifica nelle comete un credibile mezzo di trasporto di materiale organico all’interno del Sistema Solare”, ha spiegato Eleonora Ammannito, ricercatrice delle Scienze Planetarie dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Secondo gli esperti, nella nube primordiale dalla quale si è originato il Sistema solare sarebbero rimasti imprigionati i composti organici presenti nel mezzo interstellare. Nello specifico sarebbero rimasti intrappolati in piccoli corpi celesti, quali asteroidi e comete, situati nelle regioni più fredde e periferiche.
Stando a quanto suggeriscono gli esperti dell’Inaf, questi piccoli oggetti sarebbero rimasti immutati nel tempo e “impattando sui pianeti, tra cui la Terra, potrebbero aver fornito il materiale organico alla base dei cosiddetti ‘mattoni della vita’”.
“Questo affascinante scenario suggerisce, quindi, che lo stesso materiale organico possa essere piovuto sia sulla Terra che su altri sistemi planetari”, ha spiegato Raponi.  

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