Il legame tra cervello e intestino si studierà su chip

Scienze
Cervello (Getty Images)

All’interno del nuovo laboratorio Minerva del Politecnico di Milano verrà sviluppata una piattaforma per esaminare il dialogo tra microbiota, intestino e cervello, coinvolto in malattie come Alzheimer e autismo 

Il Politecnico di Milano ha inaugurato due nuovi laboratori chiamati Minerva e Athena allo scopo di studiare i meccanismi biochimici del corpo umano con una nuova strumentazione d’avanguardia. Tra i progetti di queste nuove strutture c’è la riproduzione su chip delle connessioni tra intestino e cervello per analizzare il legame tra il microbiota e il funzionamento cerebrale, associato all’insorgenza di alcune malattie tra cui l’Alzheimer. Questo lavoro si colloca all’interno del progetto Erc Minerva, che ha permesso di allestire i due laboratori grazie a un finanziamento di due milioni di euro da parte della Comunità Europea.

Il chip che riprodurrà cervello e intestino

Per studiare nei dettagli “l’asse microbiota-intestino-cervello” ingegneri e biologi puntano a realizzare un dispositivo “su cui sia possibile coltivare le cellule in 3D, sottoponendole a stimoli e mettendole in connessione fra loro per simulare al meglio i processi biochimici che avvengono naturalmente nel nostro organismo, in condizioni di salute e malattia”, come spiegato dal responsabile di Minerva Carmen Giordano. I ricercatori hanno già preparato un primo prototipo della nuova piattaforma modulare, composto da diverse unità, collegate in sequenza, che conterranno le cellule coltivate del cervello, quelle dell’intestino e quelle del microbiota.

Simulare e studiare le malattie dei pazienti

Una volta messa a punto la piattaforma, lo scopo dei ricercatori è quello di sfruttarla nei prossimi anni per coltivare cellule prelevate direttamente dai pazienti. In questo modo, sarà possibile riprodurre e studiare da vicino le malattie, così da arrivare a sviluppare terapie personalizzate. Come spiegato da Giordano, malattie come Alzheimer, depressione e autismo sono già note per il coinvolgimento dell’asse cervello-intestino, ma secondo la ricercatrice grazie al nuovo chip “potremo studiare anche altre malattie multi-organo come il diabete”. Uno dei punti di forza del nuovo progetto del Politecnico di Milano sarà la collaborazione tra ingegneri, biologi, biotecnologi e clinici per “per lo sviluppo di dispositivi organ-on-a-chip in grado di ospitare modelli in vitro avanzati basati su cellule e batteri coltivati sia in 2D che 3D”, spiega l’ateneo milanese. 

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