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Vita su Plutone, possibili indizi dall'attività dei vulcani ghiacciati

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

L’ammoniaca rilevata sulla superficie, mischiata ad acqua, segnalerebbe la presenza di condizioni perlomeno favorevoli alla vita: secondo un nuovo studio, sarebbe stata ‘spruzzata’ dai condotti vulcanici 

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I dati raccolti dalla sonda New Horizons della Nasa stanno aiutando gli scienziati a svelare diverse particolarità di Plutone. Dopo la recente scoperta di un possibile oceano nascosto sotto la superficie ghiacciata, un nuovo studio realizzato da un gruppo di ricercatori afferma che le macchie di ammoniaca rilevate sulla superficie potrebbero rappresentare l'evidenza di un’attività geologica piuttosto recente, che avrebbe dato vita a eruzioni di acqua da parte dei vulcani del pianeta nano. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Science Advances e suggeriscono che Plutone possa presentare alcune delle caratteristiche all’origine della vita.

Ammoniaca, ingrediente fondamentale per la vita

A destare la curiosità dei ricercatori sono state proprio le macchie di ammoniaca, considerate “una sorta di ‘santo graal' della scienza planetaria”, come spiegato da Cristina Dalle Ore della Nasa a science.com. Questa sostanza rappresenta infatti uno degli ingredienti fondamentali per le reazioni chimiche che sono alla base della vita, motivo che ha portato il team composto da scienziati di diverse università internazionali a indagare in maniera più approfondita. È così emerso che, ancora prima di depositarsi sulla superficie di Plutone, l’ammoniaca rilevata potrebbe essersi mischiata con l’acqua proveniente proprio dall’oceano sotterraneo del pianeta, mai congelatosi grazie a uno strato di gas che avrebbe agito da isolante. Successivamente, l’acqua sarebbe sgorgata in superficie attraverso fratture e condotti vulcanici.

I vulcani ghiacciati e l’oceano di Plutone

Il fenomeno in questione è definito dagli scienziati criovulcanismo, poiché si verifica attraverso vulcani ghiacciati, come quelli di Plutone, che ‘eruttano’ acqua, spesso mischiata ad altre componenti come appunto l’ammoniaca, al posto della lava. Secondo Dalle Ore, la presenza di questo composto chimico, che permette oltretutto all’acqua di non ghiacciare, non indica necessariamente la presenza della vita, ma segnala “ambienti favorevoli ad essa” e “luoghi ai quali dovremmo guardare”. La prossima missione dei ricercatori sarà quella di individuare le fratture e i vulcani ghiacciati dai quali l’acqua viene spruzzata in superficie, prima di depositarsi e creare macchie rosse a causa dell’ammoniaca. In questo modo, sarà possibile capire l’estensione dell’oceano che giace sotto il ghiaccio di Plutone.