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Camminata fossile di 14000 anni fa scoperta in una grotta in Liguria

I titoli delle 13 di Sky Tg24 del 15/05

2' di lettura

L’analisi delle impronte ha permesso ai ricercatori di determinare che nel Paleolitico Superiore un gruppo familiare composto da cinque persone esplorò l’ambiente ipogeo 

All’interno della grotta della Bàsura, scoperta settant’anni fa sulla montagna di Toirano (in provincia di Savona), sono presenti centinaia di orme umane e animali risalenti a 14.000 anni fa. Nel corso di un nuovo studio, pubblicato sulle pagine della rivista specializzata eLife col titolo ‘A multidisciplinary approach to a unique Palaeolithic human ichnological record from Italy (Bàsura Cave)’, un gruppo di ricercatori ha analizzato le orme ed è riuscito a dare un senso alla loro presenza. La ricerca, promossa dalla Soprintendenza archeologica della Liguria, è stata condotta anche dal Muse di Trento e dall’Università di Genova. Gli sforzi degli esperti hanno consentito di ricostruire per la prima volta una camminata umana a carponi ‘fossile’. Durante il Paleolitico Superiore, un gruppo familiare composto da cinque persone (due adulti e tre bambini), privo di qualsiasi dispositivo di sicurezza, esplorò la grotta fino a raggiungere la sala più interna, distante più di 400 metri dall’ingresso.

Lo studio delle impronte

Le tracce si sono ben conservate nell’argilla del pavimento della grotta. In particolare, i ricercatori sottolineano come l’impronta di un ginocchio sia così ben impressa da mostrare dettagli anatomici sorprendenti, come la rotula e le inserzioni dei principali muscoli della gamba. Studiando la distanza tra l’orma del ginocchio e delle dita del piede, è stato possibile determinare la lunghezza della tibia di uno degli adulti, un’informazione essenziale per stabilire le dimensioni di un corpo. Il fatto che gli uomini fossero a gambe nude e che non avessero interferito con gli orsi che trascorrevano il letargo nella grotta, ha spinto gli studiosi a ipotizzare che l’esplorazione dell’ambiente ipogeo ebbe luogo a primavera inoltrata o in estate.
Per scoprire i segreti delle oltre 180 impronte umane e animali presenti all’interno della grotta, a partire dal 2016 le orme sono state studiate tramite rilievi morfometrici tridimensionali, analisi stati statistiche, parametri e tecniche della medicina forense.

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