Hunga Tonga: l'isola vulcanica che non c'era ospita piante e animali

Scienze
L'isola nata nel 2014 in seguito a un'eruzione (Nasa)

Da un sopralluogo avvenuto a fine 2018, la Nasa ha scoperto che sull’isola nata nel 2014 da un’eruzione ci sono fango e vegetazione, ma anche un’erosione per pioggia più veloce del previsto 

Quando nel dicembre 2014 l’eruzione di un vulcano sottomarino nell'arcipelago polinesiano di Tonga diede vita a una nuova isola, incastonata tra altre due, in pochi alla Nasa credevano che quel neonato lembo di terra sarebbe durato più di qualche mese. Dopo circa tre anni di vita, nel 2017, gli scienziati avevano dovuto rivedere le proprie previsioni affermando che contro ogni aspettativa Hunga Tonga Hunga Ha’pai, chiamata con i nomi dei territori con cui confina, era destinata a sopravvivere da sei a 30 anni. Il sopralluogo organizzato dalla Nasa negli ultimi mesi del 2018 ha poi dato ulteriori nuove informazioni sull’isola vulcanica, che ha lasciato sbigottiti i ricercatori per uno scenario inaspettato, fatto da fango e piante.

Sull’isola un inaspettato fango molto appiccicoso

È piuttosto inusuale che le isole di formazione vulcanica durino nel tempo: Hunga Tonga-Hunga Ha’pai è infatti il primo esempio di questo genere nell’era delle osservazioni satellitari. Si tratta di un’occasione imperdibile per gli scienziati di assistere all’evoluzione che segue la nascita di un nuovo territorio, motivo per il quale la Nasa ha organizzato a ottobre 2018 un sopralluogo per testimoniare in prima persona ciò che stava accadendo sull’isola. Con grande sorpresa, il team si è trovato si fronte a uno scenario che nessuno aveva immaginato, con una prevalenza di ghiaia nera e dell’insolito fango argilloso di colore chiaro e molto appiccicoso. “Eravamo tutti elettrizzati come degli scolaretti”, ha spiegato il ricercatore Dan Slayback in un post pubblicato dalla Nasa, aggiungendo poi riguardo alla sostanza fangosa: “Sono ancora un po’ sorpreso perché non capisco da dove venga, visto che non è cenere”.

Piante, animali e il futuro dell'isola vulcanica

Esplorando l’isola, che presenta un picco che raggiunge i 120 metri, il team della Nasa ha poi fatto un’altra curiosa scoperta, osservando la vegetazione cresciuta sul piccolo istmo che collega Hunga Tonga-Hunga Ha’pai con una delle isole vicine, un fenomeno che i ricercatori attribuiscono agli escrementi di uccelli che, seppur avvistati dai ricercatori, probabilmente vivono nei territori confinanti. Soprattutto, la visita in prima persona degli scienziati ha aperto nuovi scenari che modificano ulteriormente le previsioni sulla durata della vita dell’isola, che è soggetta a “un’erosione causata dalla pioggia molto più rapida di quanto avevo immaginato”, secondo Slayback. “Ci eravamo concentrati sull’erosione legata alle onde che si infrangono sulla costa meridionale, che sta accadendo, ma il punto è che allo stesso tempo l’isola sta sprofondando”. Un sopralluogo che aggiunge nuove conoscenze ma anche nuove domande per la Nasa, che pianificherà altre visite per capire cosa ne sarà dell’isola che non c’era e ora c’è, ma potrebbe scomparire prima del previsto.

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