Microsoft, l’accesso a Bing è stato ripristinato in Cina

Scienze
Foto di archivio (ANSA)

A circa 24 ore dalle prime segnalazioni del blocco, la compagnia di Redmond ha confermato che il motore di ricerca ha ripreso a funzionare nel paese, ma valuta la possibilità di ritirarlo dal mercato cinese 

Dopo circa 24 ore, l’accesso a Bing è stato ripristinato in Cina sebbene con qualche disservizio, come segnalato dagli utenti sui social. I motivi del blocco al motore di ricerca di Microsoft restano ancora poco chiari, ma si teme che il sito possa essere finito nel programma di censura del Great Firewall, un’ipotesi molto plausibile dato il clima di forti tensioni che intercorre tra gli Stati Uniti e il paese asiatico.

Futuro incerto in Cina

"Confermiamo che Bing è stato inaccessibile in Cina ma ora il servizio è stato ripristinato”, ha riferito un portavoce di Microsoft al Financial Times. Tuttavia, dopo questo episodio resta in dubbio il futuro del motore di ricerca nel paese, con la possibilità che la società di Redmond possa ritirarlo dal mercato nel caso in cui le autorità di Pechino non diano chiare spiegazioni su quanto accaduto.
In passato, altri big di internet sono stati censurati dalle autorità cinesi, come Facebook, Twitter e l’app di messaggistica istantanea Whatsapp, quest’ultima nel 2017. Per quanto riguarda nello specifico i motori di ricerca, stessa sorte toccò a Google nel 2010.
Il blocco di Bing è stato segnalato il 23 gennaio: gli utenti che tentavano di accedere all’indirizzo “cn.bing.com”, infatti, vedevano apparire sullo schermo un messaggio di errore, che riferiva l’impossibilità di stabilire una connessione con il sito.

Videogiochi in streaming

Microsoft sta lavorando a una nuova piattaforma di giochi online che metta a disposizione degli utenti un catalogo contenente numerosi titoli a cui accedere. Ispirandosi a quanto già accaduto per film e serie tv, Microsoft vuole infatti sviluppare un portale che consenta ai videogiocatori di giocare in qualsiasi luogo si trovino, accedendo semplicemente a un servizio in streaming. L’idea è realizzabile custodendo i titoli in cloud e rendendoli disponibili agli utenti che pagano un abbonamento per avere la possibilità di sfogliare un intero catalogo.

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