Esa, ecco l’orologio stellare che misura il tempo con le pulsar

Scienze

Lo strumento scandisce il tempo in base ai lampi di onde radio che le stelle di neutroni in rotazione emettono ad intervalli estremamente regolari. L’Esa lo sta testando da novembre

Si chiama ‘PulChron’ ed è il primo orologio stellare che scandisce il tempo in base alla rapidissima rotazione delle pulsar. A differenza degli orologi atomici, il cui ‘ticchettio’ viene determinato dalla frequenza di risonanza di un atomo, solitamente di cesio, il nuovo strumento misura lo scorrere del tempo basandosi sui lampi di onde radio che le stelle di neutroni emettono ad intervalli estremamente regolari. L'Agenzia Spaziale Europea (Esa) lo sta testando dalla fine del mese di novembre 2018 nel suo Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale (Estec) a Noordwijk, Paesi Bassi, per integrarlo nel sistema di navigazione satellitare Galileo, grazie alle osservazioni di una rete composta da cinque telescopi distribuiti sul continente, tra cui l'italiano Sardinia Radio Telescope.

Cos’è una pulsar

Le stelle di neutroni sono oggetti piccoli ma estremamente densi nati dal nucleo collassato di stelle esplose, nei quali gli elettroni, costretti dall'enorme pressione, sono fusi ai protoni. Nello specifico, le pulsar sono un tipo di stelle di neutroni in rapida rotazione e dotate di un campo magnetico, che emettono dei lampi di onde radio ad intervalli di tempo regolari, tanto che il loro scopritore, l'astronomo britannico Jocelyn Bell Burnell nel 1967, pensò inizialmente potessero essere dei segnali emessi da tecnologie aliene.

Orologio efficace nel lungo periodo

L'esperimento guidato dall'Esa sta osservando e monitorando 18 pulsar visibili nei cieli europei, alla ricerca di qualsiasi anomalia nei tempi di emissione dei lampi radio, che potrebbe indicare la presenza di onde gravitazionali.
Stefano Binda, supervisore del progetto Esa, spiega che ”PulChron vuole dimostrare l'efficacia di un orologio stellare basato sulle pulsar per nuovi sistemi di navigazione satellitare in generale, e in particolare per quello di Galileo. Le misurazioni del tempo basate sulle pulsar nel breve periodo sono meno stabili di quelle con orologi ottici o atomici - conclude l’esperto - ma possono diventare competitive nel lungo periodo, nell'arco di decenni o più, superando la vita lavorativa di qualsiasi orologio atomico”.

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