Maker Faire 2018, Musha è la mano robot dei chirurghi

Scienze
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Si tratta di uno dei tre progetti sulla robotica chirurgica sviluppati nei labotarori di Icaros, Centro Interdipartimentale di ricerca dell’Ateneo Fridericiano

La capitale italiana ha ospitato dal 12 al 14 ottobre 2018 la sesta edizione del più grande evento europeo sull’innovazione, la Maker Faire 2018.
Nei 100.000 mq dedicati alla kermesse sono state presentate 700 innovazioni tecnologiche, selezionate da 61 paesi, riguardanti l’Intelligenza artificiale, l’Internet delle cose (IoT), l’arte, la robotica, l’ambiente, l’aerospazio e molti altri ambiti.
L’evento, rivolto a tutti gli appassionati del settore, ha dedicato un ampio spazio proprio alla robotica.
In particolare, in occasione della conferenza ‘Robots 4 Heart’ tenutasi venerdì 12 ottobre all’interno dell’Opening Conference, gli esperti hanno discusso tutte le novità tecnologiche preziose in ambito medico. Tra queste è stato presentato Musha, uno dei tre progetti sulla robotica chirurgica e di assistenza sviluppati nei labotarori di Icaros, Centro Interdipartimentale di ricerca dell’Ateneo Fridericiano.

Dispositivo chirurgico a tre dita

Musha (Multifunctional smart hand) è un dispositivo chirurgico a tre dita di 2,5 cm, progettato per coadiuvare i medici negli interventi minimamente invasivi.
“Il robot renderà gli interventi più precisi, aiutando ad esempio il medico a capire la consistenza e le dimensioni di un tumore", spiega Fanny Ficuciello, responsabile ricerca del centro Icaros.
L’automa funziona come una vera e propria estensione del braccio del chirurgo ed è dotato di cinque motori che lo rendono agile ed elastico. È in grado, per esempio, di sollevare con facilità qualsiasi porzione del tessuto anatomico che ostacoli la visuale del medico. Inoltre, è dotato di sensori tecnologici in grado di simulare quasi perfettamente il tatto umano.

Rivoluziona il mondo della microchirurgia

Il prototipo, nonostante sia stato sperimentato fino a questo momento solo in laboratorio, potrebbe rivoluzionare il mondo della microchirurgia, ampliando le ricerche nel campo della robotica morbida. Future innovazioni tecnologiche, simili a Musha per agilità ed elasticità, potrebbero consentire di perfezionare alcune pratiche mediche, quali l’endoscopia.
"Per il momento non è stato ancora sperimentato sui pazienti, abbiamo fatto dei test di simulazione in laboratorio. Ma abbiamo già riscontrato un grande entusiasmo tra i chirurghi ai quali l'abbiamo mostrato”, spiega la dottoressa Ficuciello.

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