In Evidenza
Altre sezioni
altro

I calcoli renali si sviluppano come le barriere coralline

Scienze
Foto di archivio (Getty Images)

Un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois, a Urbana-Champaign, ha recentemente scoperto che le masse, presenti nei reni, subiscono un processo dinamico continuo di crescita e dissolvimento 

Condividi:

Un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois, a Urbana-Champaign, ha recentemente raccolto nuove informazioni circa la struttura dei calcoli renali. Questi, capaci di dissolversi e riformarsi rapidamente, crescono in stati sovrapposti, proprio come accade ad alcune formazioni di barriere coralline e alle rocce calcaree che si formano nelle sorgenti e negli antichi acquedotti romani.

Le pietre di ossalato di calcio

Più del 10% della popolazione umana soffre di calcoli renali, comunemente associati ad altri significativi problemi di salute, quali il diabete, l’ipertensione e l’obesità.
Le pietre di ossalato di calcio rappresentano la più comune tipologia di queste masse presenti nei reni (circa il 70%).
Quest’ultimo è un minerale che deriva dall’acido ossalico e si presenta sotto forma di cristalli. È una sostanza naturale che si trova in molti alimenti ed è spesso presente come prodotto di scarto nell’urina. L’unione dei cristalli, che si verifica nel momento in qui il prodotto dell’escrezione renale contiene troppi rifiuti e poco liquido, porta alla formazione della massa solida, chiamata, appunto, calcolo.

Lo studio nel dettaglio

In futuro non saranno necessarie delle operazioni chirurgiche per estrarre i calcoli. Analizzando delle sezioni sottili di questa specifica massa renale, infatti, i ricercatori, coordinati da Mayandi Sivaguru, hanno scoperto che le pietre di ossalato di calcio, durante la cristallizzazione, subiscono molteplici eventi di dissoluzione.
“Contrariamente a quello che i medici imparano durante i loro studi, abbiamo scoperto che i calcoli renali subiscono un processo dinamico di crescita e dissolvimento che si ripete", commenta Bruce Fouke, uno degli autori dello studio.
Per compiere queste osservazioni hanno combinato diverse tecniche ottiche impiegate solo dalla geologia, quali la microscopia di auto-fluorescenza.
"Invece di essere gli inutili agglomerati cristallini che si è sempre creduto, i calcoli renali costituiscono una cronaca minuto per minuto della salute e del funzionamento dei reni di un individuo”, spiega il Dottor Fouke.
“Questo vuol dire che un giorno potremmo essere in grado di eliminarli direttamente nei reni del paziente, cosa che la maggior parte dei medici oggi ritiene impossibile”, aggiunge.
La scoperta potrebbe dunque portare allo sviluppo di specifiche pratiche mediche capaci di eliminare i calcoli dall’organismo senza effettuare operazioni chirurgiche.