Le prestazioni scolastiche dipendono dal ritmo sonno-veglia

I corsi del mattino favoriscono gli studenti naturalmente più attivi nelle prime ore della giornata (Getty Images)
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Secondo una ricerca pubblicata su Scientific Reports i voti degli studenti sono influenzati dall'armonia tra gli "orari" del nostro organismo e quelli delle lezioni

Le reazioni del nostro organismo al ritmo-sonno veglia dividono la popolazione fra "nottambuli" e "mattinieri". Una ricerca pubblicata su Scientific Reports ha scoperto che le prestazioni scolastiche sono influenzate da questo fenomeno, noto anche come orologio biologico. Accade quindi che i corsi programmati al mattino vedano favoriti gli studenti naturalmente più attivi nelle prime ore della giornata.

Il metodo

I ricercatori della Uc Berkeley e della Northeastern Illinois University hanno profilato l'attività giornaliera di circa 15mila studenti dei college (che nei paesi anglosassoni segue il liceo) arrivando a dividerli in tre categorie distinte sulla base delle attività svolte nei giorni liberi dalle lezioni: "le civette notturne" i "fringuelli diurni" e le "allodole mattutine". Incrociando queste caratteristiche con gli orari delle lezioni frequentate è stato dunque possibile quantificare per ciascun soggetto il peso del "jet lag sociale", ovvero la discrepanza tra le necessità accademiche e le naturali propensioni del proprio organismo. Solo nel 40,4% dei casi si è verificato un allineamento perfetto fra le esigenze scolastiche e il cosiddetto "orologio biologico", ovvero il meccanismo che, tra le tante funzioni biologiche, regola l’alternarsi tra sonno e veglia. 

I risultati

Il 49,2% degli studenti seguiva lezioni "in anticipo" rispetto ai ritmi naturali, mentre la parte restante risultava "in ritardo" rispetto al proprio ritmo biologico. "Abbiamo scoperto che la maggior parte degli studenti subiva un 'jet lag sociale' rispetto all'orario di lezione e ciò è correlato in modo molto marcato a una riduzione delle prestazioni accademiche", ha detto il co-autore dello studio, il dottor Benjamin Smarr (UC Berkeley). Tuttavia, "se uno studente può strutturare un programma tale per cui i giorni di lezione assomigliano [in termini di orario] ai giorni liberi", ha aggiunto un altro degli autori, Aaron Schirmer, "è più probabile che si ottengano successi accademici". Il jet lag sociale non è associato solo a scarse prestazioni scolastiche, ma anche all'obesità e all'uso eccessivo di alcool e tabacco. Siccome la maggior parte delle lezioni tendono ad essere programmate in orari diurni e mattutini, la ricerca mette in evidenza come siano i soggetti più attivi di notte, a subire i maggiori problemi. Questo gruppo inoltre si è rivelato anche il meno abile nell'approfittare dell'adattamento degli orari.

Il suggerimento degli autori

Secondo gli autori l'unica contromisura possibile per combattere la discrepanza fra gli orari e il proprio "orologio biologico" legato al ritmo sonno-veglia è la personalizzazione. "Piuttosto che esortare gli studenti in conflitto con i loro ritmi sonno - veglia ad andare a letto prima - ha detto il dottor Smarr  - dovremmo lavorare per rendere l'istruzione più personalizzata, in modo che l'apprendimento e le lezioni siano strutturati in modo da sfruttare l'ora del giorno in cui un determinato studente sarà più capace di imparare".

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