Mammut, ecco perché i fossili sono quasi tutti di maschi

La ricostruzione di un mammut in un museo tedesco: questa specie è scomparsa 4mila anni fa (Getty Images)
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Uno studio condotto su reperti siberiani rivela: come gli elefanti, gli esemplari maschi si mettevano più spesso in situazioni di pericolo rispetto alle femmine. Creando però così le condizioni che hanno aiutato a preservare le ossa fino ai giorni nostri

La scienza ha finalmente risolto il mistero legato ai fossili di mammut, la cui stragrande maggioranza proviene da esemplari maschi. La risposta sembra quasi banale: questi ultimi – sostengono gli studiosi – vagavano da soli, mettendosi più spesso in situazioni di rischio rispetto alle femmine.

Lo studio su un centinaio di fossili

La ricerca, pubblicata giovedì 2 novembre su “Current Biology”, ha preso le mosse dall'analisi del genoma di 98 fossili di Mammuthus primigenius provenienti dalla Siberia, il 69% dei quali appartenenti a esemplari di sesso maschile. Un rapporto sproporzionato, se si parte dalla supposizione che alla nascita maschi e femmine fossero equamente distribuiti. “Siamo rimasti sorpresi – ha spiegato a The Guardian la prima autrice dello studio, Patricia Pecnerova, del Museo di Storia naturale svedese – perché non c'era alcun motivo apparente per una tale sproporzione tra i sessi”. Da qui, la supposizione dei ricercatori, cioè che lo “stile di vita” di questi animali abbia potuto influenzare il modo in cui sono morti.

Come gli odierni elefanti

Una supposizione che ha trovato riscontri. Proprio come succede per gli attuali elefanti, gli esemplari maschi di mammut dell'Era glaciale molto probabilmente non si muovevano in gruppo ma da soli, a differenza delle femmine, trovandosi più spesso in situazioni di pericolo con maggiori possibilità di morire tra le correnti di un fiume o sommersi dal ghiaccio, o in altre trappole naturali; situazioni che, però, hanno poi aiutato a preservare le loro ossa per migliaia di anni. È infatti “altamente probabile – come spiega Love Dalén, coautore della ricerca – che i resti ritrovati in Siberia si siano conservati proprio perché sepolti e quindi protetti dagli agenti atmosferici”.

Alto rischio per il maschio

Gli esemplari di sesso femminile, invece, rimanevano uniti in una sorta di antica “società matriarcale”, tenendosi lontani dai pericoli. “Senza il beneficio di vivere in una mandria guidata da una femmina esperta – conclude Lovén – i mammut maschi incappavano in maggiori rischi”. Questi giganti erbivori sono poi scomparsi circa quattromila anni fa a causa del riscaldamento globale e della caccia perpetrata dagli esseri umani.

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