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Tumore al polmone, 34mila diagnosi in fase avanzata ogni anno in Italia

I titoli di Sky Tg24 delle 13 del 30/11

3' di lettura

L’Italia, come annunciato in occasione del 36esimo congresso della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), in corso a Firenze, prenderà parte a un nuovo progetto di ricerca europeo finalizzato ad anticipare la diagnosi del cancro al polmone 

Il cancro al polmone, secondo quanto stilato dal rapporto 'I numeri del cancro 2019’, redatto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), è il terzo tumore diagnosticato più frequentemente in Italia nell’anno in corso, con 42.500 nuovi casi.
Un dato preoccupante, emerso in occasione del 36esimo congresso della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), in corso a Firenze, riguarda il fatto che la diagnosi nella maggior parte dei casi è ancora tardiva.
In Italia, ogni anno, vengono diagnosticati all’incirca 34mila tumori al polmone in fase avanzata, pari all’80% delle casistiche, con conseguente ridotto tasso di sopravvivenza.
Ragion per cui, come ribadito dagli esperti del settore, è fondamentale attuare il prima possibile delle misure preventive così da riuscire a scongiurare la diagnosi tardiva.

Annunciato un nuovo progetto

Durante l’incontro, gli esperti hanno annunciato la partecipazione dell’Italia a un nuovo progetto di ricerca europeo finalizzato ad anticipare la diagnosi del tumore al polmone.
Nei prossimi due anni, 10mila forti fumatori italiani, di età compresa tra i 55 e i 75 anni, prenderanno parte a uno studio randomizzato che coinvolgerà in totale 24mila individui.
"L'iniziativa rientra in un progetto di finanziamento multicentrico europeo che include Italia, Olanda, Germania, Inghilterra, Francia, Spagna, e offre all'Italia l'opportunità di avviare in modo graduale e controllato lo screening polmonare, attraverso una rete di centri di riferimento che forniscano un'adeguata copertura del territorio e, al contempo, un livello di qualità adeguato agli standard attualmente raggiunti nello screening di altri tumori (mammella, cervice uterina, colon-retto)”, ha spiegato Claudio Cricelli, presidente Simg.

L’obiettivo della ricerca europea

L’obiettivo della ricerca, che rientra nel programma Horizon 2020, è quello di identificare le migliori metodologie per lo screening polmonare, combinando le tecniche più avanzate di Tac spirale a basso dosaggio con i livelli di biomarcatori.
“La costituzione della Rete italiana di screening polmonare (Risp) è il primo passo perché la Tac spirale a basso dosaggio diventi una prassi consolidata su tutto il territorio, al pari della mammografia per la diagnosi precoce del tumore del seno”, ha dichiarato Ugo Pastorino, direttore della chirurgia toracica della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano. “Abbiamo individuato 10 centri per avviare la rete, coordinati dall'Istituto nazionale tumori di Milano, che includono Irccs, ospedali e centri universitari, per offrire un servizio in 10 macro-aree territoriali". 

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