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Tumori, una nuova immunoterapia per individuare cellule cancerogene

I Titoli delle 13 del 16/10

2' di lettura

I ricercatori di Yale hanno ridotto o eliminato nei topi diversi tipi di tumore con una nuova forma di immunoterapia, abbinata alla tecnica Crispr. Il sistema riesce a evidenziare le cellule tumorali rendendone inutili i travestimenti: presto i test sui pazienti 

Un nuovo tipo di immunoterapia testato per ora sui topi dai ricercatori dell’Università di Yale offre nuove importanti speranze nella lotta ai tumori, portando il sistema immunitario a riconoscere le cellule cancerogene per poi distruggerle. Alcune di queste cellule, infatti, sono in grado di ‘camuffarsi’ e sfuggire così ad altre forme di immunoterapia, che possono risultare inefficaci. Nell’esperimento svolto sui roditori, il team di Yale ha risolto questo problema con un nuovo sistema che mette in evidenza gli elementi tumorali che il sistema immunitario deve eliminare: in questo modo, sono state ridotte o rimosse completamente neoplasie come il melanoma e tumori triplo negativi pancreatici o della mammella.

L’immunoterapia che scova le cellule tumorali travestite

Si chiama Multiplexed Activation of Endogenous Genes as Immunotherapy (Maegi) il nuovo sistema descritto dai ricercatori di Yale sulle pagine della rivista Nature Immunology in grado di smascherare le cellule tumorali che adottano stratagemmi per nascondersi al sistema immunitario. Secondo Sidi Chen, autore principale dello studio, si tratta di “una forma di immunoterapia totalmente nuova”. Le terapie esistenti, infatti, non risultano efficaci su tutti i pazienti o contro tutti i tipi di tumore, poiché non capaci di riconoscere tutti i ‘travestimenti molecolari’ delle cellule cancerogene. La soluzione trovata per aggirare questo ostacolo consiste in un nuovo metodo che unisce la terapie genica virale alla tecnica Crispr, anche nota come taglia-incolla del Dna.

Tumori, un ‘Gps’ per trovare le cellule nascoste

Il nuovo sistema Maegi attiva di fatto una caccia a decina di migliaia di geni associati al tumore: una volta individuati, la terapia funge da Gps rilevandone la posizione e amplificando i segnali, per favorire la distruzione delle cellule da parte del sistema immunitario. Secondo Chen, è come se le cellule tumorali iniziassero improvvisamente a vestire un completo arancione che le rende facilmente identificabili. Utilizzando Maegi, i ricercatori sono riusciti a ridurre o eliminare nei topi melanoma e cancro triplo negativo al seno o al pancreas, anche nei casi in cui i tumori si trovavano distanti dalla propria fonte primaria. Gli scienziati ritengono che questa tecnica possa rivelarsi estremamente efficace contro diverse forme tumorali, comprese quelle attualmente resistenti all’immunoterapia: nuovi studi nel prossimi futuro cercheranno di ottimizzare il sistema Maegi per spianare la strada ai test clinici sui pazienti. 

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