L’Australia sarà il primo paese a debellare il cancro della cervice

I titoli di SkyTg24 delle 10 del 26/11

2' di lettura

Nel 2028 la neoplasia colpirà 4 persone ogni 100.000. È emerso da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Public Health, condotto dai ricercatori dell’Australia Cancer Council

L’Australia sarà il primo paese in tutto il mondo a riuscire a debellare quasi totalmente il cancro della cervice.
I programmi di screening e le vaccinazioni per l’Hpv ridurranno sostanzialmente lo sviluppo della patologia portando, verso l’anno 2028, alla pressoché completa scomparsa della neoplasia.
È emerso da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Public Health.
Il carcinoma cervicale è un cancro che colpisce l’estremità inferiore dell’utero. Spesso e volentieri, l’infezione da Hpv, il papilloma virus che si trasmette per via sessuale, ha un ruolo fondamentale nello sviluppo della patologia.
A tal proposito, per limitare la comparsa del cancro è di fondamentale importanza sottoporsi alle vaccinazioni per l’Hpv.

Programma screening sul cancro cervicale

In Australia, dal 1991, è attivo un programma di screening sul cancro cervicale. Il paese è stato uno dei primi a inserire delle pratiche mediche atte a prevenire lo sviluppo della neoplasia. Alla vaccinazione per l’Hpv si sottopone all’incirca il 79% delle ragazze e il 73% dei ragazzi australiani, un tasso di copertura elevato rispetto agli altri paesi del mondo.
Per compiere lo studio, i ricercatori dell’Australia Cancer Council hanno sviluppato un modello matematico in grado di prevedere le future casistiche della neoplasia.

Risultati dello studio

È così emerso che nel 2022 saranno meno di sei ogni 100.000 abitanti i pazienti affetti dalla patologia. Entro 4 anni, il tumore della cervice potrà dunque essere considerato come una neoplasia rara. In aggiunta, stando alle previsioni, nel 2028 il cancro colpirà quattro persone ogni 100.000.
"Se saranno mantenuti l'alta copertura vaccinale e l'adesione agli screening, il cancro cervicale potrebbe essere considerato eliminato come problema di salute pubblica entro i prossimi 20 anni”, spiegano gli autori dello studio.
Tuttavia i risultati della ricerca si fondano sull’ipotesi di una continuativa alta incidenza dei tassi di copertura vaccinali e degli screening. “Serviranno delle strategie di comunicazione efficaci per mantenere alti i numeri delle pratiche di prevenzione”, concludono i ricercatori dell’Australia Cancer Council.

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