Stress cellulare e batteri tra le possibili cause del cancro al colon

Foti di archivio (Getty Images)
2' di lettura

Secondo una nuova ricerca, la formazione del tumore non sarebbe legata alle infiammazioni, ma alle particolari caratteristiche del microbiota intestinale 

Lo stress cellulare, unito all’azione di alcuni batteri intestinali, sarebbe in grado di favorire lo sviluppo del cancro al colon. Potrebbe invece non esserci una relazione stringente tra il legame infiammazione-neoplasie, rilevante negli altri tipi di tumore, e il cancro al tratto terminale dell'apparato digerente. Emerge da uno studio condotto da Dirk Haller del Dipartimento di Nutrizione e Immunologia presso il Weihenstephan Science Center della Technische Universität München. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Gastroenterology.

Proteina ATF6 ha ruolo rilevante

“In origine volevamo studiare il ruolo dei batteri dell'intestino nello sviluppo delle infiammazioni”, spiega Haller. “Tuttavia è stato sorprendente scoprire che durante i test sugli animali i batteri, insieme con lo stress cellulare, causavano i tumori esclusivamente nel colon, senza il coinvolgimento dell'infiammazione”, aggiunge il ricercatore.
Gli esperimenti sono stati effettuati sui topi. In animali privi di germi, in cui il fattore di trascrizione ATF6 regola lo stress nella mucosa intestinale, il trapianto del microbiota, l'insieme di microrganismi che convivono con l'organismo umano senza danneggiarlo, ha portato allo sviluppo del cancro nel colon. Successivamente, sono stati esaminati i dati di 541 pazienti. Nei casi in cui il livello del fattore di trascrizione ATF6 è aumentato significativamente durante il corso della malattia, il tasso di recidiva dopo l'intervento è cresciuto: circa il 10% dei pazienti risultava a rischio di contrarre il tumore al colon per la seconda volta.

Potrebbe diventare marker diagnostico

I ricercatori hanno dimostrato che il meccanismo alla base dell’aumento della probabilità di contrarre il tumore non era legato ai parametri che indicano l’infiammazione, ma alle specifiche caratteristiche del microbiota intestinale e allo stress cellulare. “La proteina ATF6 potrebbe assumere il ruolo di marker diagnostico, segnalando un maggiore rischio di contrarre il cancro al colon. Potrebbe anche indicare, in una fase precoce, quando è necessario iniziare la terapia per combattere la malattia”, sottolinea Haller. “Ciò che è chiaro è che l'infiammazione cronica non ha alcun effetto sul suo sviluppo”. 

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