La placenta può curare i danni polmonari nei bimbi prematuri

Pediatra (Getty Images)
2' di lettura

Il risultato della ricerca sembra dimostrare una reale funzione positiva dell’innovativo trattamento scoperto dai ricercatori dell’Università Monash di Melbourne 

Sembra essere stato scoperto un innovativo trattamento in grado di riparare e proteggere i polmoni dei bambini prematuri con danneggiamenti di varia natura. Le cellule della placenta materna potrebbero, infatti, essere impiegate per risolvere problemi respiratori e per garantire ai neonati uno sviluppo meno traumatico.

Ricerca su infanti prematuri

Lo studio, condotto in un ospedale pediatrico di Melbourne in Australia, ha visto come protagonisti sei neonati prematuri affetti da una patologia polmonare cronica. Gli infanti presi in esame, nati tra le 24 e le 28 settimane dal concepimento con un peso medio che si aggira intorno ai 795 grammi, si sono sottoposti a questa terapia innovativa nel loro terzo mese di vita. Il risultato della ricerca, pubblicato sulla rivista Stem Cells Translational Medicine, sembra dimostrare una reale funzione positiva dello studio, della durata di un decennio, compiuto dai ricercatori dell’Università Monash di Melbourne e del Hudson Institute of Medical Research.

Superamento della tecnologia di ventilazione

Da quanto è emerso dalla ricerca sembra che le cellule placentari possano ridurre il continuo bisogno di ventilazione presente negli infanti affetti da queste patologie polmonari. Grazie al loro impiego sembra infatti possibile attenuare radicalmente i problemi respiratori dei pazienti e impedire le conseguenti lesioni celebrali che ne possono derivare. Spesso, i bambini affetti da queste particolari patologie croniche sono soliti, in futuro, soffrire di alcune malattie alquanto limitative, come la paralisi celebrale. Atul Malhotra, maggiore autore dello studio, ha spiegato che la tecnologia di ventilazione, utilizzata per mantenere in vita i bambini nati prematuramente, spesso e volentieri, può impedire il loro corretto sviluppo polmonare creando così lesioni celebrali di vario genere nei bimbi affetti dalla patologia.

Cellule della placenta

Le cellule placentari, utilizzate nello studio, sembrano essere estratte dal sacco amniotico, che può arrivare a contenere 150 milioni di tali unità biologiche in una gravidanza portata a termine entro i 9 mesi di gestazione. Questa ricerca sembra essere unica nel suo genere: è la prima volta che viene delineato positivamente un possibile trattamento delle patologie polmonari che colpiscono i bambini prematuri, grazie all’impiego delle cellule estratte dalla placenta.
 

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