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Colesterolo, come tenere i valori sotto controllo e quali cibi mangiare. Cosa sapere

Salute e Benessere
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I titoli di Sky Tg24 del 24 marzo, edizione delle 13
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Introduzione

In Italia ogni anno circa 47.000 decessi sono attribuibili al mancato controllo del colesterolo. Considerato uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare, il colesterolo in eccesso non produce sintomi diretti ma può causare problemi cardiaci e ictus. Si tratta di un grasso presente nel sangue che viene in gran parte prodotto dall'organismo e può essere anche introdotto con la dieta. Alti livelli di colesterolo tendono a depositarsi sulle pareti delle arterie, causando la formazione di lesioni che le ispessiscono portando all'aterosclerosi. Come si tiene sotto controllo? E quali alimenti è consigliabile consumare per mantenere i valori entro la soglia? Ecco tutto quello che c'è da sapere

Quello che devi sapere

Cos'è il colesterolo

Il colesterolo è una “sostanza grassa necessaria al corretto funzionamento dell’organismo”, che “partecipa alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D ed è un costituente delle membrane delle cellule”, si legge sul sito dell'Iss. Prodotto dal fegato, il colesterolo può anche essere introdotto con la dieta. Questa sostanza è infatti presente nei cibi ricchi di grassi animali, come carne, burro, salumi, formaggi e fegato. Risulta assente invece in frutta, verdura e cereali.

 

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La differenza tra LDL e HDL

Come specifica ancora l'Iss, il trasporto del colesterolo nel sangue avviene attraverso una particolare classe di particelle, le lipoproteine. Le più importanti sono:

  • LDL (lipoproteine a bassa intensità): trasportano il colesterolo sintetizzato dal fegato alle cellule del corpo. Vengono anche chiamate “colesterolo cattivo” perché, se presenti in quantità eccessiva, tendono a depositarsi sulle pareti delle arterie, provocandone l'ispessimento e l'indurimento. Questa condizione si chiama aterosclerosi e, nel tempo, può portare alla “formazione di vere e proprie placche che ostacolano il flusso sanguigno”, riferisce l'Iss

  • HDL (lipoproteine ad alta intensità): rimuovono il colesterolo in eccesso dai diversi tessuti e lo trasportano di nuovo al fegato, che lo elimina. Vengono anche chiamate “colesterolo buono

I valori ottimali del colesterolo

I valori desiderabili, cioè quelli ottimali, del colesterolo sono i seguenti:

  • colestrolo totale: fino a 200 mg/dl

  • colesterolo cattivo (LDL): fino a 100 mg/dl

  • colesterolo buono (HLD): non inferiore a 50 mg/dl

Come prevenire l'aumento del colesterolo

Come suggerisce l'Iss, condurre uno stile di vita sano è fondamentale per mantnere i livelli di colesterolo entro il range consentito. Si consiglia quindi di:

  • avere un'alimentazione sana, riducendo i grassi e il consumo di alcol

  • controllare il peso corporeo

  • fare attività fisica regolarmente

  • non fumare

Ogni quanto si deve controllare il colesterolo

Secondo il National Health Service, citato dal Guardian, è consigliabile sottoporsi a controlli ogni 5 anni per le persone di età compresa tra i 40 e i 74 anni e controlli ogni anno per chi ha più di 75 anni

 

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Cosa sono i trigliceridi

Un altro fattore da tenere sotto controllo sono i trigliceridi, cioè grassi presenti nel sangue. Come ribadisce l'Iss, la maggior parte dei trigliceridi presenti nel sangue è introdotta con l’alimentazione e solo una minima parte viene prodotta dal fegato. L'eccesso di trigliceridi nel sangue, conosciuto come ipertrigliceridemia, aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, del fegato e del pancreas

L'ipercolesterolemia ereditaria

Esistono individui geneticamente predisposti a sviluppare l'ipercolesterolemia, che sono quindi più esposti al rischio di sviluppare aterosclerosi e problemi cardiaci fin da giovani. Questa condizione, nota come ipercolesterolemia ereditaria, colpisce “circa una persona su 250”, si legge sul Guardian, ed è caratterizzata da alti livelli di colesterolo totale e di colesterolo LDL (non di trigliceridi). Come sottolinea l'Iss, attualmente esiste una terapia farmacologica capace di curare questa malattia prevenendone le conseguenze cardiovascolari a lungo termine

Quali fattori incidono sul rischio cardiovascolare

Come spiega Emily McGrath, infermiera cardiologica senior presso la British Heart Foundation (BHF), citata dal Guardian, i fattori che incidono sul rischio di sviluppare malattie cardiache sono “età, peso, anamnesi familiare, fumo, consumo di alcol, pressione alta, sesso”. Gli uomini, per esempio, “hanno un rischio leggermente maggiore di avere la pressione alta”, sottolinea McGrath

Peso e colesterolo

Tra i fattori che possono contribuire all'aumento dei livelli del colestrolo nel sangue c'è anche il peso. “Il rischio di malattie cardiache aumenta quando si ha il colesterolo alto, la pressione alta, in caso di sovrappeso, obesità, inattività o dieta povera”, spiega McGrath. “Ma se si ha il colesterolo alto e si è in sovrappeso, perdere peso abbasserà i livelli di colesterolo”, sottolinea

Gli alimenti consigliati

Un'alimentazione sana aiuta a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Si consiglia quindi di mangiare fibre alimentari, che “aiutano ad abbassare il colesterolo”, spiega Tracy Parker, dietista della British Heart Foundation, citata dal Guardian. Cibi come gallette d'avena, fagioli e legumi non solo sono ricchi di fibre ma rappresentano anche “un'ottima fonte di proteine a basso contenuto di grassi”

Gli alimenti sconsigliati

Secondo Parker, gli alimenti ricchi di grassi saturi includono “carni lavorate e latticini ad alto contenuto di grassi come burro e panna”. Tra questi ci sono anche “olio di cocco, che ha circa l'85% di grassi saturi, e l'olio di palma, che ha circa il doppio di grassi saturi del burro”, riferisce la dietista. Si consiglia anche di ridurre “al minimo” i cibi zuccherati e quelli ultra-processati

Uova e colesterolo

“Spesso circolano falsi miti su uova, molluschi e frattaglie e colesterolo alimentare”, aggiunge Parker. Questi alimenti contengono, sì, colesterolo, ma “hanno un piccolo impatto sui nostri livelli di colesterolo nel sangue”, ribadisce. Per questo, “è più importante ridurre l'assunzion di grassi saturi”