Cinque cose che forse non sapevi su latte e latticini

3' di lettura

Oro bianco, alimento completo, fa bene alle ossa. Sul latte se ne sentono di tutti i colori. Ecco cinque cose che forse non sapevate. 

1. Il latte non fa bene alle ossa

L’università di Harvard ha studiato 78 mila infermiere per 12 anni. I ricercatori hanno concluso che il latte non protegge dalle fratture ossee. Le donne che bevevano tre bicchieri di latte al giorno sono risultate più esposte alle fratture rispetto a quelle che lo bevevano solo occasionalmente. La colpa potrebbe essere del retinolo contenuto nel latte, una sostanza che danneggia le ossa e vanifica il beneficio dato dalla alta presenza di calcio. Non ci sono studi che abbiano dimostrato una protezione da consumo di latte e latticini nella prevenzione delle fratture osteoporotiche negli adulti, mentre esistono studi che non hanno trovato alcuna protezione (GUARDA LO SPECIALE "UN PIATTO DI SALUTE").

 

2. La ricetta per avere ossa forti? Fare movimento, possibilmente all’aria aperta e mangiare molte verdure

La popolazione che ha ossa più forti al mondo è quella dei Bantù del Sud Africa. Le loro donne hanno l’incidenza più bassa al mondo di fratture all’anca. Nella loro dieta non sono previsti latte e latticini ma molta verdura, radici e molti chilometri a piedi all’aria aperta.

 

3.  Il latte di alta montagna è più sano di quello degli allevamenti intensivi

Si chiama “paradosso alpino”. Uno studio condotto in Svizzera ha rilevato che, nell’ambito di una dieta mediterranea, il consumo di latticini aveva effetti benefici sulla salute. Cioè a parità di consumo di latticini gli Svizzeri avevano una minore incidenza di malattie cardiovascolari rispetto alle altre popolazioni. Che il motivo stia nella qualità del latte delle loro mucche? È dimostrato che il latte delle vacche che vivono al pascolo in alta montagna e si nutrono di erba verde sia migliore di quello prodotto negli allevamenti intensivi. È ricco di omega tre e acido linoleico coniugato, sostanze che fanno bene alla salute.

 

4. Esiste un latte che potrebbe essere più digeribile 

Lo chiamano latte A2 ed è un po’ diverso da quello che beviamo tutti i giorni. Contiene una proteina che si chiama beta caseina A2. Una volta tutte le mucche producevano questo tipo di latte ma poi, nel corso degli anni e delle selezioni fatte per rendere gli animali più produttivi, la beta caseina A2 si è persa ed è stata sostituita dalla beta caseina A1. Pare che la  A2 sia più facilmente digeribile della A1. Le vacche che la producono sono quelle di razze antiche. Questo tipo di latte è già molto diffuso in nord Europa e, anche se non esistono studi incontrovertibili fatti sugli umani che ne dimostrino la miglior digeribilità, sono in molti ad esserne estimatori.

 

5. Il pericolo del futuro si chiama aflatossina B1

È un vero e proprio veleno, classificato come cancerogeno di tipo 1 dallo Iarc.  Si tratta di una tossina che può essere prodotta dall’aspergillo, un fungo insidioso che attacca soprattutto il mais e che con il riscaldamento globale è destinato a diffondersi sempre di più. Negli ultimi anni ha già causato molti danni all’agricoltura del nostro Paese, tanto che in Italia si è dimezzata la superficie agricola coltivata a mais. Se il mais contaminato viene dato come mangime alle mucche la tossina passa nel latte trasformandosi in aflatossina M1. Nonostante i controlli, sono molti casi di cronaca che hanno coinvolto produttori di latte e di formaggi contenenti questa tossina e i formaggi contaminati sono arrivati anche sulle nostre tavole.

 

 

 

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