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Fiori di Bach, cosa sono e come si usano

Fiori di Bach (foto di repertorio - Fotogramma)
7' di lettura

Un medico britannico teorizzò gli effetti di 38 fiori presenti in natura sui disturbi psicosomatici. Ecco quanto c'è di vero e come usarli

Era il 1932 ed Edward Bach teorizzava che ogni paziente potesse curarsi attraverso la comprensione delle proprie emozioni e delle proprie paure, aiutandosi con 38 fiori. Ancora oggi la fitoterapia prende in considerazione i presunti poteri di queste sostanze, che la scienza medica non ha dimostrato. Ecco le teorie, le classificazioni e i consigli per usare le sostanze classificate dal medico britannico.

Cosa sono i Fiori di Bach

I fiori di Bach sono dei rimedi floreali ideati dal medico britannico Edward Bach. Lo studioso, nato nel 1886 e morto nel 1996, li concepì come un'alternativa alla medicina tradizionale. Suddivise 38 fiori in 7 categorie, classificandoli in base alla loro funzione e ai benefici: 12 tipologie sono considerate "guaritrici", 26 "aiutanti". I fiori di Bach sono utilizzati per disturbi psicosomatici come l'ansia, lo stress, la depressione. Sono venduti in pastiglie, boccette spray o gocce.

"Guarisci te stesso"

Nel 1932 Edward Bach diede alle stampe il libro "Free Thyself" (Libera te stesso), titolo che sintetizzava il suo concetto di cura e guarigione. La sua opera subì moltissimi rimaneggiamenti, man mano che la sua ricerca sui rimedi continuava. Nel suo libro "The Twelve Healers and Other Remedies" (I dodici guaritori e altri rimedi) Bach scriveva: "Questo metodo di cura è il più perfetto che sia stato dato all'umanità a memoria d'uomo. Ha il potere di curare la malattia; e, nella sua semplicità, può essere usato in ogni cosa. È la sua semplicità, unita ai suoi effetti benefici, ad essere tanto meravigliosa". Inoltre, aggiungeva: "Questo metodo di cura, che ci è stato divinamente rivelato, mostra che sono le nostre paure, le nostre preoccupazioni, le nostre ansie e quanto di simile ad aprire la via all'invasione della malattia". Secondo Bach infatti la malattia all'origine del disturbo psicosomatico non è materiale, bensì è il risultato di uno squilibrio di scelte compiute con la mente e i desideri. Questo squilibrio provoca un sintomo nel fisico. All'origine di ogni disturbo, c'è un'emozione negativa: guarendo la mente, si guarisce il corpo. Bach sosteneva che la terapia dovesse essere accessibile a tutti perché secondo lui chiunque poteva effettuare un'autodiagnosi e quindi curarsi. Alla base della cura della persona secondo lui dovevano essere considerate solo le sue emozioni e la sua personalità.

Le categorie dei Fiori di Bach: la paura

I fiori di Bach dedicati alla cura della paura sono l'Eliantemo (Helianthenum nummularium, curerebbe panico e terrore, donando calma, serenità interiore e lucidità mentale), il Mimmolo (Mimulus gattatus, sarebbe indicato per chi è timido e insicuro, aiuterebbe a conquistare maggiore consapevolezza di sé), la Viscida (Prunus cerasifera, aiuterebbe a riprendere il controllo della situazione quando lo si è perso), il Pioppo (Populus tremula, sarebbe in grado di rassicurare e aumentare la percezione di protezione, quando si è afflitti dall'angoscia e dallo smarrimento), il Castagno rosso (Aesculus carnea, donerebbe sicurezza emotiva e sarebbe quindi indicato per chi è apprensivo e si preoccupa troppo degli altri).

Le categorie dei Fiori di Bach: l'incertezza

Per curare tutti gli stati emotivi che generano l'incertezza, secondo Bach, ci sarebbero la Piombaggine (Ceratostigma wilmottiana, che aiuterebbe a curare dubbio e incertezza), lo Scleranto (Sclerantus annus, sarebbe indicato per chi è eternamente indeciso, donerebbe chiarezza quando si è di fronte a un bivio), la Genziana (Gentiana amarella, per pessimisti e scettici, conferirebbe sicurezza e positività), la Ginestra (Ulex europeus, aumenterebbe la speranza e la forza d'animo quando ci si sente rassegnati), il Carpino (Carpinus betulus, donerebbe energia e gioia in un momento in cui si è apatici e disinteressati), l'Avena selvatica (Bromus ramosus, permetterebbe di focalizzarsi sul proprio ruolo da svolgere per concludere un compito o raggiungere un obiettivo).

Le categorie dei Fiori di Bach: l'alienazione del presente

I fiori di Bach dedicati a coloro che sognano ad occhi aperti, assopiti o che non hanno un grande interesse nella vita presente sono invece il Clematide (Clematis vitalba, aumenterebbe la concentrazione e la produttività quando si è distratti), il Caprifoglio (Lonicera caprifolium, aiuterebbe a non perdere di vista il presente, pur provando nostalgia per il passato), la Rosa selvatica o canina (Rosa canina, serviverebbe a fornire nuovi stimoli e gioia per la quotidianità contro la routine), l'Olivo (Olea europea, donerebbe forza fisica e mentale quando si è sfiniti), il Castagno bianco (Aesculus hippocastanum, aiuterebbe a rasserenarsi quando si è assillati dai pensieri), la Senape (Sinapis arvensis, andrebbe assunto quando si vive un momento triste o se si attraversa una fase depressiva, sarebbe in grado di ridonare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità), la Gemma di castagno (Gemma castaneae, stimolerebbe la concentrazione e la riflessione sulle esperienze passate per meglio organizzare il presente).

Le categorie dei Fiori di Bach: la solitudine

Per rimediare a stati di eccessiva solitudine, Bach consigliava invece l'assunzione di Violetta d'acqua (l'Hottonia palustris renderebbe partecipativi e simpatici, donando carica quando ci si sente soli o sopraffatti dal senso di superiorità), l'Impatiens (Impatiens glandulifera, che avrebbe un effetto rilassante), l'Erica (Calluna vulgaris, aumenterebbe la capacità di relazionarsi e confrontarsi con gli altri).

Le categorie dei Fiori di Bach: l'ipersensibilità

I fiori di Bach dedicati agli ipersensibili e facilmente influenzabili sono l'Agrimonia (Agrimonia eupatoria, donerebbe pace e serenità), la Cantaurea (Centaurium umbellatum, aumenterebbe la sicurezza nelle proprie capacità quando si è sopraffatti dalla paura di deludere), il Noce (Juglans regia, renderebbe accettabile il cambiamento con entusiasmo, senza negatività e rassegnazione), l'Agrifoglio (Ilex aquifolium, calmerebbe e aiuterebbe a valutare le situazioni dal giusto punto di vista, se si è afflitti da rabbia o gelosia).

Le categorie dei Fiori di Bach: lo scoraggiamento o disperazione

Per combattere la disperazione e lo scoraggiamento, Bach consigliava il Larice (Larix decidua, aumenterebbe la sicurezza e il coraggio, quando si ha sfiducia in se stessi), il Pino silvestre (Pinus silvestris, che stimolerebbe a lavorare sul senso di colpa per accettarsi e perdonarsi), l'Olmo (Ulmus procera, aiuterebbe a riequilibrarsi finalizzando le proprie attività, quando si hanno troppi impegni), il Castagno dolce (Castanea sativa, aiuterebbe a trovare la propria luce interiore quando si è oppressi dalla disperazione e dall'angoscia), la Stella di Betlemme (Ornithogalum umbellatum, donerebbe speranza in momenti di vero e proprio buio), il Salice (Salix Vitellina, donerebbe una visione ottimistica della vita), la Quercia (Quercus robur, conferirebbe forza in momenti di stanchezza) e il Melo selvatico (Malus pumila, aiuterebbe ad accettarsi dal punto di vista fisico).

Le categorie dei Fiori di Bach: l'attenzione per gli altri

Per curare l'eccessiva preoccupazione per il benessere degli altri, Bach raccomanda l'utilizzo di Cicoria (Cichorium inthibu, aiuterebbe a essere spontanei e gratuiti, quando si fa fatica a donarsi agli altri in modo vero e sincero), la Verbena (Verbena officinalis, calmerebbe la tensione e renderebbe più attenti ai bisogni altrui), la Vite (Vitis vinifera, sosterrebbe chi deve sopportare gli altri, aumentando il senso del rispetto verso le altre persone), il Faggio (Fagus sylvatica, aiuterebbe a essere empatici quando si è molto critici) e l'Acqua di roccia (Aqua petra, che ammorbidirebbe il carattere).

Come utilizzare i fiori di Bach

In commercio esistono vari preparati in forma di pastiglie, granuli, spray o gocce. Ma è possibile preparare la boccetta di somministrazione anche in casa. Basterà procurarsi una boccetta da 30 ml con pipetta, dell'acqua, del brandy e le bocchette con i singoli fiori che ci interessano. La boccetta va riempita con due terzi di acqua e un terzo di brandy, che avrà la funzione di conservante. A questa miscela si aggiungono due gocce di ogni rimedio scelto prendendole dalla boccetta. Il numero massimo di fiori da mescolare sono 6.

Fiori di Bach: funzionano davvero?

Dalla loro classificazione, la scienza medica non ha prodotto alcuna prova circa la reale efficacia dei fiori di Bach. Tuttavia, non avendo controindicazioni, sono considerati un rimedio fitoterapico adatto sia per gli adulti che per i bambini. Secondo i sostenitori della pratica fitoterapica (che prevede l'utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico) i fiori di Bach - opportunamente trattati - rilascerebbero nell'acqua la loro energia o memoria, capace dunque di guarire numerosi disturbi.

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