Peste in Russia, l’Oms: "Chiesti chiarimenti anche su secondo caso riferito dai media"

Salute e Benessere
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Introduzione

"Siamo al corrente che è stato riferito di un possibile caso di peste polmonare in Russia. Ci siamo messi in contatto con i nostri colleghi del ministero della Salute per ottenere altre informazioni e quella che chiamiamo verification. Quindi una verifica sul decesso ma anche sul secondo caso di cui hanno riferito alcuni media", ha spiegato in conferenza stampa Maria Van Kerkhove, Acting Director del Department of Epidemic and Pandemic Management dell’Oms, parlando della morte dell'operatrice dell'Istituto di ricerca anti-peste di Irkutsk. "Non disponendo ancora di un quadro completo dell'evento, non siamo in grado di effettuare una valutazione esaustiva del rischio", ha ribadito anche il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. 

 

Intanto, rispondendo a una domanda nello Studio Ovale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto: "Non crediamo che sia un'arma biologica. Se si ascoltano loro, è sotto controllo".

Quello che devi sapere

Van Kerkhove: "Vogliamo capire la causa della morte di questa persona"

L’Oms ha contattato i colleghi russi del ministero della Salute "per porre delle domande molto dettagliate su quali test siano stati condotti, quali siano i risultati di questi test, quali altre analisi saranno fatte se la causa è ancora sconosciuta - ha aggiunto Van Kerkhove - Ma anche su quali contatti sono stati messi in quarantena e cosa questo implica. Quindi al momento non abbiamo un quadro completo, quello che ci è stato riferito è che non c’è alcun caso di peste nella zona e nessun patogeno ad alto rischio è stato rilevato. Chiaramente vorremmo più informazioni, vorremmo capire quali test sono stati fatti, quali patogeni sono stati valutati e, se questa persona non è morta per la peste, cosa ne ha allora causato il decesso".

 

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Il dg dell’Oms: "Non possiamo effettuare una valutazione del rischio"

"Non disponendo ancora di un quadro completo dell'evento, non siamo in grado di effettuare una valutazione esaustiva del rischio", ha precisato in conferenza stampa anche il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Una condivisione tempestiva, completa e trasparente delle informazioni, ai sensi del Regolamento sanitario internazionale, è fondamentale per chiarire le notizie contrastanti e consentire una valutazione accurata dei potenziali rischi per la salute pubblica", ha ribadito il capo dell'agenzia delle Nazioni Unite per la salute.

 

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La ricostruzione

"Venerdì scorso, 2 ottobre - ha ricostruito Tedros Adhanom Ghebreyesus - sono apparse le prime notizie sui media riguardo a un sospetto caso di peste polmonare in un addetto di laboratorio dell'Istituto di ricerca anti-peste di Irkutsk, nella Federazione Russa. L'addetto di laboratorio", una giovane di 28 anni, "è deceduto dopo essere stato ricoverato per una grave polmonite. Le prime notizie dei media ipotizzavano un caso di peste polmonare a seguito di un'esposizione accidentale in laboratorio. L'Oms è a conoscenza del fatto che il governo russo ha tenuto una riunione il 2 ottobre a causa del sospetto che un residente dell'oblast di Irkutsk avesse contratto un'infezione pericolosa", ha sottolineato Tedros. Quindi "sabato l'Oms ha richiesto ulteriori informazioni alla Federazione Russa, in conformità con il Regolamento sanitario internazionale".

 

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La risposta della Russia

"Ieri la Federazione Russa ha risposto affermando che non sono stati segnalati casi di peste di recente nell'oblast di Irkutsk e che sono state messe in quarantena circa 200 persone venute a contatto con il soggetto - ha proseguito Tedros Adhanom Ghebreyesus - Tuttavia, l'Oms ha richiesto ulteriori informazioni sui test di laboratorio eseguiti sulla persona deceduta e sui contatti, maggiori dettagli sulle motivazioni alla base delle misure di sanità pubblica adottate e informazioni sullo stato di salute dei contatti stessi". "Abbiamo inoltre chiesto conferma delle notizie diffuse dai media riguardo a un secondo dipendente affetto da polmonite di origine sconosciuta", ha ribadito il direttore generale dell’Oms. Infine, "l'Oms ha offerto supporto tecnico in materia di peste e di biosicurezza e sicurezza di laboratorio".

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Agenzia sanitaria russa: "Nessun rischio epidemico in Siberia"

"Non vi è alcun rischio epidemico per la popolazione di Irkutsk o della regione di Irkutsk", ha affermato nelle scorse ore l'agenzia per la salute pubblica russa, Rospotrebnadzor. Fino a oggi, scrive l'agenzia sul suo sito, "il 90% dei contatti ha completato il periodo di osservazione medica. Non sono stati riscontrati problemi di salute legati a infezioni e i risultati di quasi 5.000 test di laboratorio non hanno rivelato la presenza di microrganismi patogeni pericolosi". Rospotrebnadzor ha aggiunto che due commissioni di monitoraggio della biosicurezza hanno condotto un'ispezione all'Istituto per la lotta alla peste dove lavorava la ricercatrice. "Non sono state riscontrate situazioni di emergenza legate alla manipolazione di microrganismi patogeni - ha dichiarato l'agenzia - È stato confermato un adeguato controllo sulla manipolazione di microrganismi patogeni".

Presunte pressioni degli Usa su Mosca

Intanto, secondo il Wall Street Journal che cita funzionari Usa, il Dipartimento di Stato americano ha esortato Mosca ad adempiere agli obblighi internazionali di comunicazione in ambito sanitario, avvertendo che la mancata divulgazione di dettagli sulla morte di una ricercatrice viola gli obblighi internazionali in materia sanitaria. Ma il Cremlino nega di aver ricevuto pressioni di questo tipo: "Non ho informazioni a riguardo", ha detto il portavoce, Dmitry Peskov.

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Mongolia: "Sorveglianza sanitaria al confine con la Russia"

Nel frattempo, il governo della Mongolia ha reso noto di aver ordinato l'adozione di misure di "sorveglianza sanitaria" al confine con la Russia. "Sebbene l'attuale livello di rischio sia basso, il ministero della Salute ha incaricato le agenzie competenti di adottare misure precauzionali e di mantenere una sorveglianza e un monitoraggio continui per prevenire potenziali rischi", afferma un comunicato. Il ministero precisa inoltre che "i valichi di frontiera nella provincia di Selenge continuano a operare normalmente, con misure di sorveglianza e monitoraggio sanitario in atto alla frontiera".

 

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