Vaccino difterite, è obbligatorio? Quando si fa e quanto dura la protezione: le risposte

Salute e Benessere

Introduzione

La morte a Palermo di Anna Rosa, la bambina di 4 anni deceduta per difterite e non vaccinata per scelta dei genitori, ha riportato l'attenzione su una malattia che in Italia sembrava dimenticata. Nei giorni successivi anche un cuginetto della piccola, della stessa età, è risultato positivo al batterio, pur in forma lieve grazie alle vaccinazioni ricevute. Il caso ha rilanciato dubbi e domande sulla profilassi antidifterica: è ancora obbligatoria? Da quando? A che età si somministra e ogni quanto va rinnovata? Ecco cosa prevede il calendario vaccinale italiano e cosa sapere sull'esavalente, il vaccino combinato che protegge i più piccoli.

Quello che devi sapere

Il vaccino contro la difterite è obbligatorio in Italia?

Sì. La vaccinazione antidifterica è tra le dieci obbligatorie per i minori fino a 16 anni di età, previste dalla legge per l'iscrizione ai servizi educativi e alla scuola. Per gli adulti, invece, non esiste un obbligo generalizzato: il Ministero della Salute si limita a raccomandare un richiamo periodico. La protezione è affidata a un vaccino altamente efficace, inserito da tempo nel calendario vaccinale di routine.

 

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Da quando è obbligatorio

L'obbligo della vaccinazione antidifterica in Italia risale al 1939, quando venne introdotto per contrastare una malattia che, a inizio Novecento, causava ogni anno decine di migliaia di casi e circa 1.500 morti tra i bambini. La diffusione della profilassi ne ha ridotto drasticamente l'incidenza. L'assetto attuale delle vaccinazioni obbligatorie è stato ridefinito dalla legge 119 del 2017, che ha portato a dieci il numero delle immunizzazioni richieste per l'accesso a scuola, in risposta al calo delle coperture registrato negli anni precedenti.

 

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Cos'è la difterite e perché è pericolosa

La difterite è una malattia infettiva acuta provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, che si trasmette per via aerea o, più raramente, tramite oggetti contaminati. Il microrganismo rilascia una tossina che infiamma le mucose di naso e gola, dove può formarsi una caratteristica membrana grigiastra capace di ostruire le vie respiratorie fino al soffocamento. La tossina può inoltre danneggiare cuore e nervi. Circa uno o due casi su dieci risultano mortali, anche in presenza di cure antibiotiche. Oggi la malattia è estremamente rara nei Paesi dove la vaccinazione è diffusa e colpisce essenzialmente i soggetti non immunizzati.

A che età si fa e quando: il calendario vaccinale

Nel primo anno di vita il vaccino antidifterico viene somministrato all'interno dell'esavalente, con un ciclo di base di tre dosi. Secondo il calendario, la prima dose è prevista al compimento dei due mesi (dal 61° giorno di vita), la seconda a quattro mesi (dal 121° giorno) e la terza intorno agli 11 mesi (dal 301° giorno). Questo ciclo iniziale garantisce la copertura primaria contro la malattia.

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I richiami durante infanzia e adolescenza

Dopo il ciclo di base sono previsti due richiami. Il primo si effettua tra i 5 e i 6 anni, in vista dell'ingresso nella scuola primaria, e copre anche tetano, pertosse e poliomielite. Il secondo è programmato nell'adolescenza, a partire dai 12 anni, con la formulazione per difterite, tetano, pertosse e polio. Questi richiami servono a mantenere elevata la protezione nel tempo, che dopo il solo ciclo primario tende a ridursi.

Il richiamo negli adulti: ogni quanto

Anche in età adulta la copertura va rinnovata. Il Ministero della Salute raccomanda un richiamo ogni dieci anni, con la formulazione trivalente per adulti (dTpa) che protegge da difterite, tetano e pertosse in dosaggio ridotto. Un'attenzione particolare riguarda le donne in gravidanza: la vaccinazione dTpa è consigliata a ogni gestazione, anche se la donna è già stata immunizzata o è in regola con i richiami decennali.

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Quanto dura la protezione

Dopo il completamento del ciclo vaccinale la protezione contro la difterite sfiora il cento per cento, ma non è permanente e tende a calare con il passare degli anni. È proprio per questo che il calendario prevede richiami periodici: quello decennale in età adulta serve a mantenere attiva l'immunità, che altrimenti si affievolirebbe lasciando l'organismo nuovamente esposto al batterio.

Le professioni più a rischio e chi dovrebbe fare il richiamo

Il richiamo decennale è raccomandato a tutta la popolazione adulta, ma per alcune categorie professionali diventa particolarmente importante perché più esposte al contagio o a contatto con persone vulnerabili. Rientrano in questo gruppo gli operatori sanitari, soprattutto chi assiste neonati, bambini e pazienti immunocompromessi, e il personale scolastico ed educativo. È inoltre consigliato ai viaggiatori diretti verso aree del mondo in cui la difterite circola ancora, come alcuni Paesi dell'Est europeo dove in passato si sono verificate epidemie. Anche i familiari che avranno contatti stretti con un neonato dovrebbero verificare di essere in regola con la copertura, così da non trasmettere l'infezione ai più piccoli non ancora vaccinati.

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Cos'è il vaccino esavalente e da cosa protegge

L'esavalente è il vaccino combinato somministrato nel primo anno di vita che, con un'unica preparazione, protegge da sei malattie. Oltre alla difterite, copre tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e le infezioni invasive da Haemophilus influenzae di tipo b. Il ricorso a un vaccino unico consente di ridurre il numero di iniezioni e di completare più agevolmente il ciclo primario nei primi mesi di vita del bambino.

Cosa contiene il vaccino esavalente

La componente antidifterica dell'esavalente è costituita dall'anatossina, cioè dalla tossina prodotta dal batterio ma purificata e trattata in modo da renderla innocua, pur conservando la capacità di stimolare le difese dell'organismo. Insieme a essa il vaccino contiene le componenti attive contro le altre cinque malattie coperte, così da indurre una risposta immunitaria completa con un'unica somministrazione.

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Il vaccino esavalente è sicuro? Rischi ed effetti indesiderati

L'esavalente è considerato un vaccino sicuro, adatto sia ai bambini più piccoli sia a quelli più grandi. Come per tutte le vaccinazioni possono comparire effetti indesiderati, generalmente lievi e transitori, come reazioni nel punto di iniezione o febbre. Le reazioni gravi sono estremamente rare. Nel caso del cuginetto risultato positivo a Palermo, la copertura ricevuta ha permesso alla malattia di manifestarsi in forma molto più blanda rispetto a quella che ha colpito la bambina non vaccinata, a conferma dell'efficacia protettiva della profilassi.

Cosa succede a chi non rispetta l'obbligo

Per le famiglie che non adempiono all'obbligo vaccinale la legge prevede sanzioni amministrative pecuniarie. Inoltre, per la fascia da zero a sei anni, l'avvenuta vaccinazione è requisito di accesso all'asilo nido e alla scuola dell'infanzia. L'obiettivo è garantire coperture elevate: l'Organizzazione mondiale della sanità indica nel 95% la soglia minima da raggiungere, quella oltre la quale sono protetti anche i bambini che non possono vaccinarsi per motivi di salute. Sotto quel livello, invece, il batterio torna a circolare.

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