Allergia alla caseina e shock anafilattico: sintomi e cosa fare

Salute e Benessere

Introduzione

Il campione olimpico di scherma Aldo Montano è stato ricoverato per uno shock anafilattico legato all'allergia alla caseina, la principale proteina del latte. Un episodio che riporta l'attenzione su una condizione diffusa e spesso sottovalutata: le allergie alimentari, a differenza delle intolleranze, sono potenzialmente mortali e non dipendono dalla dose di allergene ingerita. In questa scheda spieghiamo che cos'è l'allergia alla caseina, come si distingue dall'intolleranza al lattosio, come riconoscere una reazione grave e cosa fare, con l'appello degli allergologi a diffondere autoiniettore di adrenalina nei luoghi pubblici.

Quello che devi sapere

Che cos'è l'allergia alla caseina

La caseina è la principale proteina contenuta nel latte vaccino e nei suoi derivati. Chi ne è allergico sviluppa una risposta immunitaria anomala quando la ingerisce: le manifestazioni possono variare da sintomi cutanei e gastrointestinali lievi fino a quadri gravi come lo shock anafilattico. È una delle allergie alimentari più diffuse nei bambini, ma può persistere in età adulta o comparire più tardi nel corso della vita.

Allergia e intolleranza al lattosio: le differenze

L'allergia alla caseina e l'intolleranza al lattosio vengono spesso confuse ma sono condizioni distinte. L'intolleranza al lattosio dipende dalla ridotta capacità di digerire lo zucchero del latte e produce disturbi soprattutto gastrointestinali, proporzionali alla quantità assunta. L'allergia coinvolge invece il sistema immunitario e, come ricordano gli allergologi, non dipende dalla dose: anche una piccola quantità di alimento può innescare una reazione grave, fino all'anafilassi.

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Dove si nasconde la caseina

Oltre a latte, formaggi, yogurt e burro, la caseina è presente in molti alimenti in cui non ci si aspetterebbe di trovarla: prodotti da forno, insaccati, salse pronte, dessert, gelati, alcuni tipi di pane, cioccolato al latte, integratori proteici e preparati industriali di vario tipo. Per chi soffre di allergia diventa essenziale leggere con attenzione le etichette e informarsi in modo puntuale al ristorante su ingredienti e possibili contaminazioni.

Che cos'è lo shock anafilattico

Lo shock anafilattico è la manifestazione più grave di una reazione allergica. Si verifica quando il sistema immunitario reagisce in modo estremo a una sostanza percepita come dannosa, con effetti sistemici che coinvolgono più organi. Può insorgere pochi minuti dopo l'esposizione all'allergene e comportare un rapido calo della pressione arteriosa, ostruzione delle vie aeree e difficoltà respiratorie tali da diventare fatale in assenza di un intervento tempestivo.

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I sintomi da riconoscere

I segnali di una reazione anafilattica compaiono rapidamente e possono includere prurito diffuso, orticaria, gonfiore di labbra, lingua e volto, difficoltà a respirare o a deglutire, sensazione di soffocamento, vomito, dolori addominali, calo pressorio, capogiro, senso di svenimento fino alla perdita di coscienza. La velocità di insorgenza è uno degli elementi che distinguono l'anafilassi dalle altre reazioni allergiche e impone di intervenire senza attendere.

L'adrenalina autoiniettore, il farmaco salvavita

"Chi ne soffre deve avere con sé autoiniettori di adrenalina, che è il farmaco salvavita in questo caso, ed è importante che sappia utilizzarli", sottolinea Mario Di Gioacchino, professore di allergologia all'Università di Chieti-Pescara e past president della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC). Il dispositivo va portato sempre con sé dai pazienti a rischio ed è progettato per essere somministrato in autonomia o da chi si trova accanto alla persona colpita.

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Come intervenire in caso di reazione avversa

Davanti a una sospetta reazione anafilattica occorre chiamare subito il 112 o il 118 e, se disponibile, somministrare l'adrenalina autoiniettore secondo le istruzioni riportate sul dispositivo. La persona va tenuta distesa con le gambe sollevate, salvo che le difficoltà respiratorie non rendano preferibile la posizione seduta. Anche quando i sintomi sembrano attenuarsi, il trasporto in ospedale resta necessario, perché la reazione può ripresentarsi a distanza di ore.

La prevenzione a tavola e le reazioni crociate

Per chi soffre di allergie alimentari la prevenzione è essenziale: leggere le etichette, comunicare la propria condizione a chi prepara i pasti, evitare rischi di contaminazione crociata in cucina. Un ulteriore fattore di attenzione riguarda le cosiddette reazioni crociate: "Un soggetto allergico a una proteina potrebbe esserlo anche verso altre", spiega Di Gioacchino, che segnala l'esistenza di percorsi formativi per ristoratori sulla gestione dei clienti a rischio.

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L'appello degli specialisti: adrenalina come i defibrillatori

"Sono migliaia i casi di anafilassi che si registrano in Italia ogni anno, per fortuna spesso si interviene in tempo. Ma molti non vengono diagnosticati perché i pazienti arrivano in ospedale già deceduti", afferma Di Gioacchino, che ricorda i recenti casi di un sedicenne morto a Casoria a maggio e di una quindicenne deceduta ad aprile durante un ritiro sportivo a Ostia. Da qui la richiesta di una legge che estenda la presenza degli autoiniettori nei luoghi pubblici, comprese scuole e ristoranti: "Il loro utilizzo dovrebbe essere diffuso come quello del defibrillatore".

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