Health, i focus di oggi: tumori ginecologici e hantavirus

Salute e Benessere
Raffaella Cesaroni

Raffaella Cesaroni

Dopo aver acceso i riflettori sul tumore ovarico in occasione della Giornata Mondiale dell’8 maggio, Health torna a parlare di tumori ginecologici, ampliando lo sguardo alle altre due grandi patologie che interessano la salute femminile: tumore dell’endometrio e tumore della cervice uterina. Nella seconda parte ampio spazio all’Hantavirus: perché c’è massima allerta, ma il rischio è contenuto

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La scelta di parlare dei tumori ginecologici acquista un valore ancora più simbolico perché la puntata è andata in onda nel giorno della Festa della Mamma, occasione per riportare l’attenzione sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e sulle prospettive di cura per malattie che colpiscono migliaia di donne ogni anno. “I tumori ginecologici comprendono patologie diverse tra loro, che interessano organi differenti ma condividono una notevole complessità biologica e clinica” - spiega la Professoressa Domenica Lorusso, Responsabile del Centro di Ginecologia Oncologica di Humanitas San Pio X di Milano. Oltre al tumore ovarico – di cui a Health ci siamo occupati diffusamente nella puntata precedente – rientrano in questo gruppo anche: il tumore dell’endometrio, che colpisce la mucosa interna dell’utero; il tumore della cervice uterina, fortemente correlato all’infezione da papillomavirus umano (HPV). Un aspetto che accomuna queste neoplasie è la scarsa specificità dei sintomi iniziali, che può rendere la diagnosi più complessa se non si presta attenzione ai segnali.

Endometrio e cervice: conoscere per prevenire

Se per il tumore ovarico la prevenzione resta una delle grandi sfide della ricerca, il discorso cambia nettamente quando si parla di tumore della cervice uterina. “È uno dei pochi tumori oncologici per cui oggi possiamo davvero parlare di prevenzione - sottolinea anche il Professore Fabio Martinelli, responsabile della Ginecologia Oncologica Chirurgica di Humanitas San Pio X – screening regolari e vaccinazione contro l’HPV sono strumenti fondamentali per ridurre in modo significativo l’incidenza della malattia”. Anche il tumore dell’endometrio beneficia di una maggiore attenzione ai sintomi precoci, come sanguinamenti anomali, che possono favorire diagnosi tempestive e trattamenti più efficaci.

Diagnosi e cure: l’importanza dei centri specializzati

Nei tumori ginecologici, la chirurgia gioca spesso un ruolo centrale con una triplice funzione: diagnostica, terapeutica e prognostica.
Negli ultimi anni, spiegano gli specialisti, l’approccio chirurgico è diventato sempre più personalizzato e integrato con le terapie mediche. In questa direzione va anche il percorso avviato da Regione Lombardia per la creazione di una rete regionale dei centri per le neoplasie ginecologiche, partita proprio dal tumore ovarico, con l’obiettivo di garantire qualità, appropriatezza e uniformità delle cure. Parallelamente, la ricerca sta puntando su terapie mirate, nuove strategie farmacologiche e percorsi di cura sempre più adattati alle caratteristiche biologiche del singolo tumore.

Hantavirus: cos’è davvero e come proteggersi senza allarmismi

A chiudere la puntata un approfondimento su un tema che ha attirato grande attenzione negli ultimi giorni: l’hantavirus. Un argomento che, come spesso accade quando si parla di virus, rischia di generare paure sproporzionate se non viene contestualizzato correttamente. 
A fare chiarezza è il Professor Fausto Baldanti, ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica all’Università di Pavia e Responsabile della Microbiologia e Virologia del Policlinico San Matteo di Pavia, uno dei principali centri italiani di riferimento per lo studio dei virus emergenti. “L’hantavirus non è un virus nuovo - spiega Baldanti – è una famiglia di virus conosciuta da decenni, strettamente legata ai roditori, che ne rappresentano il principale serbatoio”.

Un virus legato agli ambienti, non alla vita sociale

Uno degli aspetti fondamentali da comprendere riguarda come si trasmette l’hantavirus. Non è un virus respiratorio come l’influenza o il coronavirus e non circola nella vita sociale quotidiana. “Il contagio avviene soprattutto attraverso l’esposizione ad ambienti contaminati da urina o feci di roditori infetti - chiarisce Baldanti - in particolare, l’inalazione di polveri contaminate in locali chiusi e poco ventilati è la principale via di trasmissione”. Cantine, soffitte, magazzini, fienili, garage o edifici rimasti chiusi a lungo sono i contesti in cui può verificarsi il rischio. Per questo la prevenzione è soprattutto ambientale e comportamentale.

I casi di importazione e il lavoro di sorveglianza

Negli anni passati, il Policlinico San Matteo di Pavia si è concentrato anche su alcuni casi di importazione, cioè su persone rientrate in Italia dopo soggiorni in aree in cui il virus è endemico. “Abbiamo seguito e studiato questi episodi con grande attenzione - racconta Baldanti - sono stati importanti per rafforzare le capacità diagnostiche e i sistemi di sorveglianza, senza mai creare allarmismi”. Un lavoro spesso poco visibile, ma fondamentale per garantire risposte rapide e proporzionate nel caso di infezioni rare.

Perché non è una pandemia

“Laddove è stata osservata una trasmissione interumana, questa è rimasta estremamente limitata - sottolinea Baldanti – i meccanismi di contagio non sono paragonabili a quelli di virus altamente trasmissibili come il SARS-CoV-2”. Questo significa che non ci si trova di fronte a una minaccia per la popolazione generale, ma a un virus che va conosciuto, monitorato e inquadrato correttamente.

Prevenzione: cosa fare nella pratica

Proteggersi dall’hantavirus significa adottare comportamenti semplici e mirati:

  • aerare bene gli ambienti chiusi prima di entrarvi
  • evitare di sollevare polveri a secco
  • utilizzare guanti e, se necessario, protezioni per le vie respiratorie
  • pulire con detergenti o disinfettanti adeguati

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