Cresce il consumo di alcol in Italia, boom di binge drinker tra le donne: i dati dell’Iss

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Introduzione

In Italia si bevono sempre più alcolici: aumenta il numero di persone che sviluppano malattie collegate all’eccessivo consumo di alcol ma cresce anche la percentuale di donne e uomini che bevono per il solo gusto di ubriacarsi. I dati emergono dall’ultimo rapporto “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni” del 2026 redatto dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità (Iss). A preoccupare è in particolar modo il dato che riguarda il binge drinking: letteralmente “abbuffata alcolica”, il fenomeno consiste nel consumo smodato di alcol in un breve lasso di tempo al solo scopo di ubriacarsi velocemente. Come si legge nel rapporto, negli ultimi 10 anni è aumentata esponenzialmente (84%) la percentuale di donne binge drinker o che bevono fuori pasto: in particolare quella delle donne in età fertile e delle anziane. Ecco i dati principali sull’alcol in Italia.

Quello che devi sapere

Binge drinker

Con binge drinker si identificano tutte quelle persone che bevono grandi quantità di alcol in poco tempo per sballarsi velocemente. Nel 2024, anno di riferimento dell’ultimo rapporto dell’Iss, i binge drinker in Italia sono stati 4 milioni e 450mila. Un numero record che comprende anche i minorenni: sono 79mila i ragazzi compresi nella fascia 11-17 anni di entrambi i sessi che bevono per ubriacarsi. Ma i valori massimi si raggiungono tra i 18 e i 44 anni: i maschi binge drinker sono il 19,9% nella fascia di età 18-24 e il 20,6% nella fascia di età 25-44; tra le femmine sono il 12,1% nella fascia di età 18-24 anni. A preoccupare è l’esponenziale aumento del fenomeno negli ultimi 10 anni: i consumatori binge drinker maschi sono aumentati del 24% mentre le donne addirittura dell’84%. 

Alcol fuori pasto

Strettamente collegato al binge drinking è l’aumento del consumo di alcol fuori dai pasti. Come si legge nel rapporto dell’Iss, nel 2024 sono 17 milioni e 800mila le persone che bevono alcolici al di là del pranzo e della cena: i valori toccano il 42,1% nei maschi e il 24,6% nelle femmine,”record storico per entrambi i sessi”. Per questo anche quest’anno l’Istituto superiore di sanità ha promosso l’Alcohol Prevention Day (il 16 aprile), sostenuto dal ministero della Salute, per sensibilizzare soprattutto minori e giovani adulti rispetto ai danni che l’alcol può causare. Per l’Iss sono necessarie campagne di informazione, corsi di aggiornamento e di formazione medica in alcologia, iniziative di prevenzione per le donne in età riproduttiva e promuovere collaborazioni con gestori locali e luoghi pubblici che vendono bevande alcoliche.

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Alcol e malattie

Il consumo di sostanze alcoliche, oltre a ubriacare e provocare quindi effetti correlati nell’immediato, può causare danni all’organismo. Con l’aumento dei binge drinker e dei consumatori di alcol fuori pasto, aumentano di conseguenza anche le persone a rischio. Nel 2024, si legge nel rapporto, sono 8 milioni e duecentomila le persone che bevono alcol a livelli tali da poter sviluppare malattie tra cui cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e cancro. Le fasce più vulnerabili sono i minori: 580mila hanno tra 11 e 17 anni, il 7,1% dei maschi e il 6,2% delle femmine tra 11-15 anni, percentuali che salgono al 34,5% dei maschi e 29,7% delle femmine tra 16-17 anni. Seguono, tra i maschi, gli ultra 65enni e, tra le femmine, le 18-24enni.

Assistenza carente

Se i dati precedenti erano riferiti a persone che, nel 2024, erano a rischio malattie legate all’alcol, altri numeri preoccupanti sono quelli che riguardano persone che, nello stesso anno, hanno già sviluppato malattie. Sono 730mila infatti i consumatori che nel 2024 hanno già un danno d’organo causato dall’alcol: 480.000 maschi e 250.000 femmine. A tal proposito, come evidenzia l’Iss, tutti questi pazienti sono anche da considerare come affetti da Disturbo da Uso di Alcol (DUA) in necessità di un trattamento oltre il 90% non risulta ricevere assistenza dal SSN: solo 64.856 pazienti (pari all’8,3%) risultavano in carico ai servizi nel 2023. Una carenza assistenziale che non aiuta a combattere l’alcoldipendenza.

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Alcol e anziani

Dal rapporto 2026 sull’alcol in Italia emerge anche un aumento dei consumatori non solo tra i giovanissimi ma anche nella fascia più anziana. Nel 2024 gli ultra 65enni a rischio per l’eccessivo consumo di alcol sono 2 milioni e 450mila: tra loro, il 26,9% dei maschi e il 6,3% delle femmine eccede nel bere quotidianamente. In aumento anche i consumi fuori pasto (30% dei maschi e 10,3% delle femmine) e il binge drinking (5,5% degli uomini e l’1,4% delle donne). Come si legge nel report, “nel corso dell’ultimo decennio si registra, sia per i maschi che per le femmine, un aumento significativo nel consumo di tutti i tipi di bevande alcoliche, a eccezione del vino per i maschi che rimane stabile”.

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