Introduzione
Aprire l’armadietto dei medicinali di casa significa spesso trovare confezioni dimenticate, tubetti quasi vuoti, blister senza scatola e sciroppi difficili da aprire perché il tappo si è incollato al flacone. Uno spazio pensato per custodire ciò che serve nei piccoli malanni o nelle emergenze quotidiane finisce così per trasformarsi in un deposito di farmaci mal conservati, scaduti o non più utili. Ecco alcune regole utili per usarli e conservarli correttamente.
Quello che devi sapere
Controllare la scadenza dei farmaci
Una delle regole fondamentali per gestire correttamente i medicinali conservati in casa è verificare sempre la data di scadenza. Come riporta il Corriere della Sera in un approfondimento, un’indagine condotta su circa duemila persone nel Regno Unito ha mostrato che negli armadietti di casa sono presenti in media una trentina di prodotti diversi. Tra i più diffusi ci sono gli antinfiammatori non steroidei da banco. Il dato più rilevante riguarda però la scadenza: oltre un medicinale su dieci risulta scaduto e quasi la metà delle persone non controlla la data prima di assumerlo. Inoltre, una persona su tre conserva sciroppi e pillole ben oltre la scadenza perché “potrebbero servire prima o poi”, senza chiedersi se possano essere diventati inefficaci o dannosi.
Perché la data di scadenza va rispettata
Come ha spiegato il farmacologo Gianni Sava, direttore di SIFMagazine della Società Italiana di Farmacologia, “nessun farmaco dovrebbe essere utilizzato oltre la data di scadenza riportata sulla confezione, che tiene conto della formulazione del principio attivo e del tipo di eccipienti”. “Entro la data di scadenza il medicinale, se conservato in modo corretto, può essere utilizzato con la garanzia della piena attività farmacologica; oltre, può perdere efficacia e dare eventi avversi a causa di trasformazioni chimiche, sia a carico del principio attivo, sia degli eccipienti. Per i farmaci in soluzione, come sciroppi o colliri, viene indicato anche per quanto tempo il medicinale può essere utilizzato da quando viene aperta la confezione”.
L’esempio degli Stati Uniti: giornate dedicate alla restituzione
Pochi controllano davvero ciò che conservano nell’armadietto dei medicinali. Negli Stati Uniti, due volte l’anno, a fine ottobre e fine aprile, si svolge la Giornata Nazionale per restituire i farmaci con prescrizione medica.
L’iniziativa, promossa dalla Drug Enforcement Administration, nasce per evitare che i medicinali finiscano nelle mani di chi non dovrebbe usarli. Una forte spinta è arrivata dal problema dell’abuso di oppioidi, che negli Usa ha coinvolto anche molti giovani che recuperavano questi farmaci proprio dagli armadietti di casa. L’appuntamento rappresenta anche un’occasione per fare ordine e capire quali medicinali siano ancora utili e quali, invece, debbano essere eliminati nel modo corretto.
Fare ordine anche nell’armadietto dei farmaci
Controllare periodicamente i medicinali conservati in casa è una buona abitudine. Verificare ciò che c’è, eliminare i prodotti scaduti e assicurarsi che siano stati conservati correttamente sono precauzioni importanti per utilizzarli senza rischi. Avere farmaci a disposizione, infatti, non significa poterli assumere con leggerezza.
I medicinali liquidi richiedono maggiore attenzione
Le soluzioni liquide sono particolarmente delicate perché nei liquidi è più probabile la proliferazione di batteri. Un collirio rimasto aperto troppo a lungo, per esempio, potrebbe provocare un’infezione oculare. Per questo, quando possibile, può essere preferibile scegliere colliri monodose o confezioni di piccole dimensioni.
Evitare confezioni troppo grandi e sprechi
Le confezioni piccole possono essere utili anche per ridurre sprechi e rimanenze destinate a scadere. Uno studio recente dell’Università di Helsinki, condotto su circa cinquemila persone, ha evidenziato che tra i motivi più frequenti per cui si conservano medicinali inutili o scaduti ci sono proprio le confezioni troppo grandi, oltre alle modifiche delle terapie. La stessa indagine ha rilevato che, in media, vengono conservati tre farmaci non necessari in ogni armadietto e che la maggior parte delle persone controlla l’armadietto solo una volta ogni due anni.
Come conservarli
Oltre a controllare più spesso l’armadietto, magari due volte l’anno come suggerisce la Drug Enforcement Administration statunitense, è importante imparare a conservare correttamente i farmaci. Uno studio finlandese ha dimostrato che il 40 per cento dei medicinali rischia di essere alla portata dei bambini. Inoltre, togliere i prodotti dalle confezioni originali può rendere difficile riconoscerli. In due casi su tre, poi, vengono scelti ambienti inadeguati, troppo caldi o umidi, come bagno o cucina.
È sconsigliato tenere i farmaci in bagno
“Il bagno è fortemente sconsigliato”, conferma Sava. “I farmaci vanno tenuti facendo attenzione alle indicazioni di corretta conservazione riportate sul foglietto illustrativo, ma in generale vanno riposti in un ambiente asciutto, non soggetto a variazioni di umidità e temperatura e non esposti alla luce, in particolare quella solare. La conservazione scorretta può accelerare la degradazione del principio attivo o degli eccipienti, con perdita di efficacia”. Meglio quindi sistemarli in camera, in un mobile non facilmente accessibile se in casa ci sono bambini.
Cosa tenere nell’armadietto
I farmaci da avere in casa sono quelli utili per gestire rapidamente piccoli disturbi come dolori occasionali, febbre, raffreddori, problemi di stomaco e del tratto digerente, allergie.
“Possiamo quindi inserire il paracetamolo per febbre e piccoli dolori, anche in confezione pediatrica nel caso ci siano bambini; poi sono utili l’acido acetilsalicilico e l’ibuprofene per dolori, febbre e infiammazioni, un antiacido per calmare il reflusso e l’acidità dello stomaco, un antidiarroico, un antiemetico per tenere sotto controllo nausea e vomito e un antistaminico da usare per le allergie stagionali o le punture di insetti. Decongestionanti nasali, mucolitici e pastiglie per il mal di gola sono utili nella stagione fredda, quando è più probabile un’infezione da raffreddamento. Ovviamente poi ci saranno i farmaci opportuni, nel caso in cui in famiglia ci siano persone che seguono terapie croniche”, ha sottolineato Sava. Nell’armadietto poi è bene tenere un termometro e l’occorrente per piccole medicazioni di primo soccorso come cerotti, bende, forbici e un disinfettante per la cute.
I medicinali da non conservare in casa
Più lunga, invece, la lista dei farmaci che non dovrebbero essere tenuti in casa senza necessità specifiche. “Ne fanno parte tutti i farmaci che possono risultare pericolosi se utilizzati al di fuori di una corretta indicazione terapeutica o che potrebbero portare a gravi tossicità”, ha spiegato Sava. “Sono esempi gli analgesici oppiodi, solitamente prescritti per dolori molto intensi, che possono provocare depressione respiratoria o grave stitichezza e sonnolenza; le benzodiazepine, ansiolitiche e /o ipnotiche che, se usate impropriamente, portano a dipendenza, deficit di memoria, riduzione dell’attenzione e dei riflessi che, soprattutto nelle persone anziane, possono facilitare cadute e fratture. Andrebbero poi tolti dall’armadietto gli antibiotici, perché il rischio è prenderli in autonomia in caso di raffreddori o influenza causati da virus, contro cui sono del tutto inutili, o per tempi e a dosaggi inadeguati. L’uso inappropriato degli antibiotici favorisce lo sviluppo di batteri resistenti, che poi non rispondono alle terapie; inoltre, questi farmaci possono alterare la flora batterica intestinale dando diarrea e provocare reazioni allergiche o tossicità epatiche e renali”.
Attenzione ai mix di farmaci
“I sintomi possono somigliarsi ma appartenere a malattie molto diverse e l’uso del farmaco sbagliato, oltre a essere inefficace, può anche peggiorare la patologia”, ha avvertito il farmacologo. Un altro errore consiste nel mischiare medicinali diversi presenti in casa nel tentativo di proseguire una terapia con un prodotto ritenuto simile o più forte, oppure nel prolungarne troppo l’uso. “È un errore, poi, mischiare i farmaci presenti in casa nel tentativo di continuare una terapia con un farmaco più attivo o perché il primo è terminato e il secondo potrebbe avere una attività simile, oppure usare toppo a lungo i medicinali: succede spesso per esempio con gli spray nasali decongestionanti, che possono dare dipendenza e nel lungo periodo smettere di funzionare, con i lassativi, che possono perdere di efficacia e irritare l’intestino, o con antinfiammatori come aspirina e ibuprofene, che possono portare a gravi lesioni dello stomaco”.
La valigetta dei farmaci in viaggio
Anche in vacanza si ripropongono gli stessi errori dell’armadietto di casa. Spesso si portano solo blister, bustine o tubi di crema per risparmiare spazio, lasciando a casa confezione e foglietto illustrativo. Al momento dell’utilizzo può diventare più facile sbagliare dosi o dimenticare avvertenze importanti. Meglio quindi ridurre il numero dei prodotti, ma portare tutto il necessario per usarli correttamente. Se si viaggia in aereo, infine, è preferibile tenere i farmaci nel bagaglio a mano, perché in stiva potrebbero deteriorarsi a causa di pressione e temperatura.