Celiachia, aumentano casi: dai numeri in Italia ai costi del senza glutine, cosa sapere
Salute e BenessereIntroduzione
Sono in aumento in Italia i casi di celiachia. Secondo i più recenti dati contenuti nella “Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia - anno 2024”, pubblicata sul sito del ministero della Salute, il numero di soggetti celiaci ha raggiunto quasi la quota di 280 mila pazienti: di questi, 85.238 sono maschi e 194.274 femmine. Il saldo delle diagnosi è positivo per quasi 14mila unità: a causare questo aumento sarebbe soprattutto il ritorno ai test, dopo lo stop fatto registrare negli anni della pandemia di Covid-19. Il documento inoltre mette in evidenzia il tema di costi, con quasi 273 milioni di euro spesi dal Sistema sanitario nazionale per erogare gli alimenti senza glutine in esenzione.
Quello che devi sapere
Che cos’è la celiachia
La celiachia, come spiegato dal sito dell’Istituto superiore di sanità, è “un’enteropatia infiammatoria permanente, con tratti di auto-immunità e interessamento sistemico scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti”. Questo complesso proteico, presente tra gli altri in grano, orzo e segale, “causa una risposta infiammatoria cronica prevalentemente a livello della mucosa dell’intestino tenue, che determina la scomparsa dei villi intestinali”. Non esiste a oggi una cura: “L’unico trattamento possibile per la celiachia è una strettissima e permanente dieta priva di glutine”.
Leggi anche: Da topi anziani nuovi indizi sul legame tra età e tumori. Lo studio
Dove colpisce di più in Italia
Come detto, a oggi si stima che siano quasi 280mila le persone in Italia affette da celiachia. Tuttavia, secondo l’Associazione italiana celiachia (Aic), si tratta di numeri sottostimati: si calcola infatti che circa altre 300mila persone siano malate senza saperlo. La prevalenza nazionale della celiachia è arrivata allo 0,47% della popolazione, e le Regioni in cui si è registrata la prevalenza più elevata sono la Valle D'Aosta (0,59%), seguita da Toscana (0,58%) e Umbria (0,54%).
Lo screening pediatrico dei casi
Nel 2023 inoltre il Parlamento ha previsto lo sviluppo di un programma di screening per l'individuazione precoce dei casi di celiachia in età pediatrica e i primi risultati - anche se in scala ridotta - sono stati raccolti dall'Istituto Superiore di sanità in un progetto pilota che ha coinvolto 4 Regioni: Lombardia, Marche, Campania e Sardegna. In totale sono stati arruolati 5.535 bambini: il 3,9% dei bambini esaminati ha presentato un risultato potenzialmente indicativo di celiachia.
Chi viene colpito di più
In generale la celiachia ha confermato una prevalenza maggiore nella popolazione femminile, con il 59,8% delle positività. L'analisi genetica ha inoltre evidenziato che il 44% dei bambini è geneticamente predisposto, con una percentuale particolarmente elevata in Sardegna (57%).
Le misure di sostegno ai celiaci
Il documento poi analizza quali sono i provvedimenti previsti a favore dei pazienti. Ad esempio, per consentire l'accesso ai servizi di ristorazione in ambiti quali le mense nella scuola o al lavoro, la legge prevede un supporto economico annuale destinato alle Regioni per garantire pasti senza glutine a chi lo richiede e per la formazione degli operatori del settore alimentare. In Italia inoltre le persone con celiachia hanno diritto all'erogazione gratuita di alimenti senza glutine, il cui acquisto in esenzione è soggetto a un tetto di spesa mensile.
Le spese sostenute dalla Sanità
Osservano i costi sostenuti dal Sistema sanitario nazionale, nel 2024 risulta che siano stati corrisposti quasi 273 milioni di euro per supportare la dieta dei celiaci con una spesa media pro-capite di circa 975,54 euro. Ampio spazio e importanza è poi dato alla formazione: nel 2024 infatti sono stati organizzati 700 corsi in tutto il Paese, con la partecipazione di oltre 17mila operatori. Infine nel 2025, si legge ancora nel documento, lo stanziamento per il settore è stato di 895.987,96 euro di cui 324.748,35 euro destinati alla fornitura di pasti senza glutine nelle mense e 571.239,61 destinati alla formazione.
Le richieste dell’Associazione italiana celiachia
In questo quadro l'Associazione italiana celiachia ha presentato alcune richieste, a partire dai costi: "Bisogna abbassare i prezzi della terapia alimentare senza glutine, perché per le persone con celiachia la terapia non è rappresentata da pillole e farmaci ma dal cibo nel piatto", ha detto la direttrice generale Caterina Pilo. Attualmente "la quota che viene garantita ai pazienti è pari a circa 100 euro al mese. Una cifra ancora sufficiente ma sulla quale iniziano a pesare i rincari generali". Altro aspetto critico riguarda la sottostima dei casi: "In Italia sarebbero attesi circa 600mila pazienti, ma la diagnosi effettiva riguarda 280mila persone e questo significa che ulteriori 300mila persone sono celiache ma non lo sanno”.
Leggi anche: Diabete tipo 2, verso nuova classificazione: cosa cambia