Parkinson, associazione Coscioni: "Permettere test con cellule embrionali, basta divieti"
Salute e BenessereIn occasione della Giornata mondiale contro il Parkinson, che cade l'11 aprile, l'associazione chiede la riforma della legge 40/2004, che vieta e sanziona la donazione alla ricerca delle blastocisti (cellule staminali embrionali, prima fase dell’embrione) non idonee a una gravidanza. Lo fa diffondendo l'appello di Maurizio Fravili, 68enne affetto dal morbo da 7 anni: "Quella che potrebbe diventare una cura, da noi è un crimine"
La legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita non consente di donare alla ricerca le blastocisti (cellule staminali embrionali, prima fase dell’embrione vero e proprio) non idonee a una gravidanza. Vengono ancora crioconservate all’infinito, nonostante potrebbero essere più utili alla ricerca scientifica per dare vita a nuove terapie. È quello che ricorda l’associazione Luca Coscioni in occasione della Giornata mondiale del Parkinson, che si celebra l’11 aprile, chiedendo la rimozione del divieto. Per portare il tema in Parlamento è anche stata lanciata una petizione.
L'appello di Maurizio Fravili, affetto da Parkinson
L’appello dell’associazione per una riforma della legge è accompagnato dall’esperienza di Maurizio Fravili, 68enne affetto da Parkison da sette anni, che in un video diffuso oggi parla della sua esperienza. "Il Parkinson è una malattia che spegne il corpo lentamente. Colpisce le cellule nervose e compromette l'autonomia, la qualità della vita e la libertà. Camminare è sempre più difficile. Ci sono giorni in cui tutto diventa faticosissimo. Ho persino paura di tenere in braccio i miei nipoti", spiega.
"Quella che potrebbe diventare una cura, da noi è un crimine"
Fravili evidenzia le differenze tra l’Italia e altri Paesi, come ad esempio la Svezia. "Mentre io peggioro, la scienza nel mondo sta facendo progressi enormi. Se mi chiamassi Mauritz e fossi svedese oggi potrei davvero sperare in una cura. Ma sono italiano e chi dovesse provare a curarmi con quelle terapie rischierebbe il carcere". Ricorda che, se un ricercatore italiano sperimentasse con terapie basate su cellule staminali embrionali anche contro la malattia di Parkinson, rischierebbe fino a sei anni di carcere e 150mila euro di multa. "Quella che potrebbe diventare una cura, da noi è un crimine. A me non sembra giusto. Dobbiamo decidere se vogliamo essere il Paese che difende i divieti o quello che difende le persone. Per questo vi invito a unirvi a me nella richiesta di cancellare questo divieto assurdo, e dare una speranza di cura a chi oggi non ne ha”, dice nel filmato.
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In una dichiarazione congiunta, Filomena Gallo e Marco Cappato (segretaria nazionale e tesoriere dell’associazione) chiedono quindi di rimuovere "divieti che negano la speranza". Ricordano che "la Corte costituzionale, con la sentenza 84 del 2016, ha già evidenziato che un divieto assoluto è inadeguato e ha chiamato il Parlamento a intervenire per bilanciare i diritti in gioco". Da allora, sottolineano, "sono passati quasi dieci anni senza alcuna risposta". Gallo e Cappato parlano di "una scelta politica, non scientifica", che "continua a colpire i malati". Poi l'’appello finale: "Chiediamo al Parlamento di cancellare subito questo divieto e permettere la donazione alla ricerca. L’Italia deve decidere: difendere un’ideologia o dare una possibilità di cura a chi soffre".