Health, tumori del cervello e mieloma multiplo: i risultati più importanti della ricerca

Salute e Benessere
Raffaella Cesaroni

Raffaella Cesaroni

Tumori cerebrali e mieloma multiplo raccontano due realtà molto diverse ma unite da un filo comune: la ricerca scientifica sta cambiando il destino dei pazienti. Nel caso dei tumori del cervello, la strada è ancora lunga, ma oggi possiamo contare su diagnosi più precise e percorsi di cura più organizzati. Nel mieloma multiplo, gli studi clinici hanno trasformato una malattia un tempo rapidamente fatale in una condizione che, per molti, può essere controllata nel lungo periodo

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I tumori cerebrali restano patologie complesse e ancora poco conosciute. In Italia ogni anno si registrano oltre 6.000 nuovi casi e la loro gestione rappresenta una sfida significativa per il Servizio Sanitario Nazionale. La diagnosi spesso arriva tardi, i sintomi possono essere sfumati o confusi con altre condizioni e l’impatto psicologico sui pazienti e sulle famiglie è profondo.Come ricorda la Professoressa Rossana Berardi, Presidente eletto di AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica – e direttrice della Clinica Oncologica dell’Università Politecnica delle Marche: “scoprire un tumore in una sede così delicata significa affrontare, oltre alla malattia, la paura di perdere funzioni fondamentali della propria identità”.

Diagnosi più precise e presa in carico multidisciplinare

Negli ultimi anni la ricerca ha permesso progressi importanti nel modo in cui i tumori cerebrali vengono riconosciuti e classificati. Tra questi, l’analisi più approfondita dei tessuti tumorali, le diagnosi molecolari in grado di identificare sottotipi differenti e una presa in carico sempre più multidisciplinare. Secondo il Professor Enrico Franceschi, direttore dell’Unità Operativa di Neuro-Oncologia dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna “la complessità di queste malattie rende indispensabile il trattamento in centri altamente specializzati”.

Gli studi clinici più recenti

Non esiste ancora una terapia risolutiva per i tumori cerebrali, ma la ricerca sta aprendo nuove prospettive. Gli studi più recenti si concentrano sulla caratterizzazione molecolare, sulle terapie mirate e su approcci di medicina di precisione già applicati con successo in altre patologie oncologiche. Individuare con sempre maggiore accuratezza le caratteristiche biologiche del tumore permette infatti di migliorare la risposta alle terapie e ridurre gli effetti collaterali.

Mieloma multiplo: da malattia rara a condizione sempre più controllabile

Nella seconda parte di Health, siamo tornati ad occuparci del mieloma multiplo, un tumore del sangue che in Italia riguarda circa 6.000 persone, soprattutto uomini sopra i 70 anni. Marzo è il Myeloma Action Month, l’iniziativa globale nata per aumentare la consapevolezza su una malattia ancora poco conosciuta ma che oggi vede progressi significativi grazie alla ricerca.

Una malattia che alterna remissioni e riattivazioni

Il mieloma è caratterizzato da un andamento altalenante, con fasi in cui la malattia è sotto controllo e periodi in cui si riattiva. I sintomi più comuni includono dolore alle ossa, anemia e fragilità scheletrica. Le cause non sono ancora del tutto note, ma età, sesso e – in parte – etnia rappresentano fattori di rischio riconosciuti.

Gli studi clinici di nuova generazione

Negli ultimi anni la ricerca ha modificato profondamente il modo di affrontare il mieloma multiplo. Tre gli ambiti che stanno segnando la svolta:

  1. Studio PERSEUS - Ha dimostrato che un approccio terapeutico combinato e più precoce può migliorare in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione, aumentare la profondità della risposta e mantenere più a lungo il controllo della malattia.
  2. Studio CEPHEUS - Si è concentrato sui pazienti non candidabili al trapianto, mostrando che anche in questa popolazione le combinazioni terapeutiche garantiscono risposte più profonde e remissioni più durature, con benefici estesi a tutte le fasce di età.
  3. Terapie avanzate: le CART - Le terapie cellulari stanno cambiando la storia della malattia. Lo studio CARTITUDE-4 ha evidenziato remissioni molto più profonde e un controllo prolungato della patologia, anche in pazienti già trattati più volte. In molti casi la risposta si mantiene stabile a 30 mesi.

La nuova frontiera: la malattia minima residua (MRD)

Una delle innovazioni più rilevanti è l’uso della malattia minima residua (MRD) come parametro per valutare l’efficacia dei trattamenti. La MRD misura la quantità di cellule tumorali rimaste nell’organismo dopo la terapia e permette di prevedere il rischio di ricaduta e personalizzare il percorso clinico. La Professoressa Elena Zamagni, docente dell’Università di Bologna e responsabile dell’Unità Semplice Dipartimentale di Mieloma dell’IRCCS Policlinico Sant’Orsola, spiega: “La MRD è diventata un indicatore chiave: ci dice quanto la malattia è stata davvero colpita e ci permette di costruire percorsi più personalizzati”. 

 

Tumori cerebrali e mieloma multiplo raccontano due realtà molto diverse ma unite da un filo comune: la ricerca scientifica sta cambiando il destino dei pazienti. Nel caso dei tumori del cervello, la strada è ancora lunga, ma oggi possiamo contare su diagnosi più precise e percorsi di cura più organizzati. Nel mieloma multiplo, gli studi clinici hanno trasformato una malattia un tempo rapidamente fatale in una condizione che, per molti, può essere controllata nel lungo periodo. Sono risultati che nascono da anni di lavoro nei centri clinici, investimenti e collaborazione scientifica internazionale, con l’obiettivo comune di costruire terapie sempre più efficaci e personalizzate.

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