World Obesity Day, l'indagine: solo il 2,7% degli italiani si definisce obeso

Salute e Benessere

Secondo uno studio di AstraRicerche per Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food c’è un divario tra consapevolezza e percezione di sé tra i connazionali. È alta invece la conoscenza su cause e rimedi

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L’obesità in Italia non è più un tabù estetico, ma una patologia riconosciuta per legge (primato mondiale). E anche gli italiani si dimostrano preparati e con le idee chiare: 3 su 4 riconoscono obesità e sovrappeso come gravi rischi per la salute e la maggioranza della popolazione è consapevole delle cause e dei principali strumenti di prevenzione. Eppure, esiste un evidente divario tra consapevolezza generale e percezione di sé di fronte alla bilancia: sebbene l’8,9% degli intervistati risulta clinicamente obeso (BMI - Indice di Massa Corporea, dall’inglese Body Mass Index), solo il 2,7% si definisce tale. A dirlo è un’indagine di AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food (condotta su un campione di oltre 1.000 connazionali di età compresa tra i 18 e i 70 anni) che, in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità (4 marzo), pone l’accento sull’importanza di saper riconoscere questa patologia, promuovendo un corretto stile di vita e il ruolo che gli edulcoranti possono giocare – all’interno di una dieta sana ed equilibrata – nel ridurre l’intake di zuccheri.  

Il parere del nutrizionista

“L’obesità - spiega il Dott. Luca Piretta, medico gastroenterologo, nutrizionista e professore di allergie e intolleranze alimentari presso l’Università Campus Bio Medico di Roma - è una patologia cronica che richiede un approccio multidimensionale. Non basta guardare a fattori metabolici, genetici e psicologici. Sono determinanti anche le scelte alimentari sane ed uno stile di vita attivo. E in questo contesto i dolcificanti possono essere un valido aiuto non solo per ridurre l’intake giornaliero di zuccheri e l’apporto calorico, ma anche per soddisfare il desiderio di dolce senza alterare i livelli di glucosio nel sangue”.

Trend in crescita anche in Italia

Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2025 negli ultimi decenni l’obesità si è trasformata da problema individuale a emergenza sanitaria globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce una pandemia non trasmissibile, che interessa oltre 1 miliardo di persone nel mondo. Anche in Italia il trend è in costante crescita: oggi l’obesità colpisce il 12% della popolazione adulta, pari a oltre 6 milioni di individui, mentre il 47% degli adulti italiani risulta in eccesso di peso. Rispetto al 2003, il numero di persone con obesità è aumentato del 38%, con una crescita particolarmente marcata tra i giovani adulti. Malgrado ciò, lo studio AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food evidenzia una distorsione della percezione individuale.

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L'indagine di AstraRicerche

A sottostimare il proprio peso è il 17,7% degli intervistati, con picchi tra gli uomini (26%, in particolare Gen X e Baby Boomers) e tra chi risulta obeso secondo il BMI (ben 73%). Al contrario, la sovrastima del proprio peso è un fenomeno che riguarda più le donne (17% contro una media del 9,9%) e chi risulta sottopeso secondo il BMI (72%). In generale, quando parliamo di obesità, gli italiani la identificano correttamente come una condizione multifattoriale. Tra le principali cause vengono annoverate la sedentarietà (citata dal 66,6% del campione), un’alimentazione ipercalorica (56,4%) e l’eccesso di zuccheri (55,9%) e grassi (52,6%). Accanto a questi emergono anche i fattori ormonali (48,8%), lo stress (38,5%, in particolare donne e giovani delle Gen Z e Millennials) e la predisposizione genetica (35,8%). Gli aspetti psicologici (26,1%, che salgono però a 37% tra le Gen Z e a 48% tra le donne della Gen Z) e i problemi del sonno (19,7%) sono presenti, ma meno.

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