Padova, bimbo di 9 anni operato al cervello da sveglio con tecnica "asleep awake asleep"
Salute e BenessereSi tratta del primo caso del genere eseguito in tutto il Veneto con una metodica piuttosto complicata, utilizzata a livello mondiale solamente in 130 casi. L’operazione è stata condotta da un team di medici coordinato dal professor Luca Denaro dell’Azienda ospedale università di Padova
A Padova un bambino di 9 anni è stato operato al cervello mentre era sveglio. Si tratta del primo caso del genere eseguito in tutto il Veneto con una metodica piuttosto complicata, utilizzata a livello mondiale solamente in 130 casi. L’operazione è stata condotta da un team di medici coordinato dal professor Luca Denaro, composto da anestesisti, neurologi, neurochirurghi, neuropsicologi, logopedisti, tecnici di neurofisiologia, personale infermieristico di sala operatoria dell’Azienda ospedale università di Padova.
La tecnica "asleep awake asleep"
Il piccolo è stato dimesso in buone condizioni: aveva una lesione parieto-temporale sinistra profonda che gli impediva di integrare informazioni sensoriali, spaziali e linguistiche. Per questo i medici hanno deciso di intervenire con la tecnica chirurgica "asleep awake asleep" attraverso cui si possono monitorare funzioni cerebrali che altrimenti non potrebbero essere tenute sotto stretto controllo e si può asportare la maggior parte delle cellule malate, limitando al minimo i possibili rischi di deficit.
Monitorare le funzioni neurologiche durante l'intervento
"La peculiarità dell'intervento è nell'età del paziente che ha 9 anni, non nella tecnica utilizzata", ha commentato Denaro, direttore Uoc Neurochirurgia pediatrica e funzionale Aou Padova e professore di Neurochirugia dell'università di Padova, raccontando i dettagli della complessa operazione all'AdnKronos. "Nelle procedure sul cervello è fondamentale monitorare continuamente le funzioni neurologiche per limitare il rischio di danni. Per le vie motorie, sensitive e visive disponiamo di tecnologie che consentono di controllarne il funzionamento durante l'intervento. Per funzioni più complesse come il linguaggio, invece, non abbiamo ancora strumenti altrettanto efficaci", ha spiegato il luminare. Confermando come proprio per questo motivo in alcune situazioni si faccia ricorso alla tecnica "asleep awake asleep", o anche "chirurgia da sveglio". Si tratta, ha proseguito Denaro, "dell'unico modo per capire se durante la procedura si sta danneggiando una funzione complessa". In questo senso serve "svegliare il paziente e chiedergli di parlare o rispondere a domande. Se compaiono errori o blocchi, riconosciuti da logopedisti e neuropsicologi presenti in sala, sappiamo che dobbiamo fermarci o modificare la strategia chirurgica".
Il lavoro d'equipe
Fondamentale è stato il lavoro "dell'équipe anestesiologica e di neuroanestesia guidata dalla dottoressa Mariani Munari, con un'esperienza consolidata negli interventi su pazienti adulti", ha concluso Denaro. In particolare, l'équipe anestesiologica "si è occupata della sedazione nella prima fase dell'intervento, della gestione del risveglio e del monitoraggio del bambino durante tutto il periodo in cui è rimasto cosciente". In seguito, il piccolo è stato addormentato di nuovo "per completare la procedura chirurgica". Un aspetto spesso poco noto riguarda la percezione del dolore durante questo tipo di interventi. "Il tessuto cerebrale non possiede recettori del dolore - ha spiegato ancora lo specialista - Il dolore può essere percepito nelle membrane e nei vasi sanguigni, motivo per cui viene eseguita un'anestesia locale preventiva".
Approfondimento
Long Covid, "Danni al cervello con effetti simili all'Alzheimer"
L'attività dell'azienda ospedaliera padovana e le parole del governatore Stefani
L'azienda ospedaliera padovana è all'avanguardia per quanto concerne questo tipo di operazioni. Nell'ultimo biennio la Neurochirurgia pediatrica e funzionale dell'Azienda ospedaliera di Padova ha eseguito, infatti, 672 procedure chirurgiche di cui 236 pediatriche e ha preso in carico in day hospital 162 adulti e 154 bambini. All’equipe medica e a tutta l’Azienda sanitaria sono giunte parole di apprezzamento “per l’ennesimo intervento eccezionale” anche da parte del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani.