Giornata contro le mutilazioni genitali femminili, in Italia le hanno subite 88 mila donne

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In Italia, secondo uno studio condotto dall'Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e Ismu si stima siano presenti circa 88.500 donne che hanno subito le Mgf. Le bambine sotto i 15 anni potenzialmente a rischio sono 16mila

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Le mutilazioni genitali femminili sono ancora una piaga per oltre 230 milioni di bambine e donne nel mondo. In Italia, secondo uno studio condotto dall'Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e Ismu si stima siano presenti circa 88.500 donne che hanno subito le Mgf. La maggioranza delle quali è nata all'estero (98%), mentre le donne che hanno subito la pratica fra le nate in Italia sono poco numerose, ma non zero. Le bambine sotto i 15 anni potenzialmente a rischio di Mgf in Italia sono 16mila.

Mancano informazione e conoscenza 

Solo il 7% in Italia, riporta lo studio, si dichiara informato sulle mutilazioni genitali femminili (Mgf). Dato che sale all'11% tra la GenZ. Il 38% non è certo se siano presenti oppure no in Italia, attualmente, donne o ragazze che hanno subito mutilazioni genitali, ed è il 42% della GenX a ritrovarsi in questa incertezza. Indagando sull'idea di quante donne/ragazze che hanno subito Mgf e che attualmente vivono in Italia, solo il 2% ha risposto esattamente (tra 80 e 100mila), il 67% tende a sottostimare il fenomeno e di questi il 41% pensa che non siano più di 5.000. Sono le opinione degli italiani che emergono da sondaggio Ipsos realizzato per Amref in occasione della Giornata Mondiale per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili (6 febbraio).
L'87% trova che che sia importante affrontare il tema delle mutilazioni genitali femminili. A pensarlo la quasi totalità dei baby boomers (91%). E ritengono prioritario attivare campagne di protezione delle minori e prevenzione in famiglia (32%); parlare nelle scuole con programmi di salute sessuale (27%); garantire maggiore protezione alle donne che hanno subito mutilazioni genitali (23%) e realizzare campagne di comunicazione multilingue e mirate (23%).

Fine delle Mgf: un obiettivo ancora lontano

"Siamo molto lontani dall'abbandono di tale pratica. La spinta finale verso l'abbandono delle Mgf entro il 2030, dovrebbe essere almeno dieci volte superiore per raggiungere l'obiettivo. Le stime ci indicano però che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta" afferma Laura Gentile, referente per la prevenzione e il contrasto alle Mgf di Amref Italia. Oggi 6 febbraio Amref Italia prenderà parte ad un evento organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le pari opportunità in collaborazione con il Centro di Ricerca in Salute Globale, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

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