Tumore al colon, entro il 2040 aumento dell'80% dei casi tra gli under 50: le cause
Salute e BenessereI dati clinici e i registri tumori mostrano un aumento dei casi di neoplasie del colon, del pancreas e del polmone in età giovanile. Tra le cause, i "fattori legati all'alimentazione, come il consumo di cibi ultra-processati" e i "fattori di rischio tradizionali come obesità, sovrappeso e diabete", spiega Giampaolo Tortora, professore ordinario di oncologia medica all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ma cresce anche "l'attenzione verso l'esposizione a microplastiche e nanoplastiche"
I tumori del colon tra gli under 50 potrebbero aumentare dell'80%. A rivelarlo sono i dati clinici e i registri tumori, che mostrano un aumento significativo dei casi di neoplasie del colon, del pancreas e del polmone in età giovanile. Tra le cause rientrano "fattori legati all'alimentazione, come il consumo di cibi ultra-processati" e i "fattori di rischio tradizionali come obesità, sovrappeso e diabete", spiega Giampaolo Tortora, professore ordinario di oncologia medica all'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Comprehensive Cancer Center di Fondazione Policlinico Gemelli. Ma cresce anche "l'attenzione verso l'esposizione a microplastiche e nanoplastiche". Il fenomeno è già al centro di numerosi studi scientifici nazionali e internazionali, tra cui il Policlinico Universitario Gemelli di Roma, impegnato in ricerche sui tumori cosiddetti “early onset”, in particolare del colon e del pancreas.
Le cause dell'aumento
Le cause dell'aumento dei tumori a comparsa precoce “non sono ancora completamente chiarite”, riferisce ancora Tortora. Tra le ipotesi più accreditate, secondo l'esperto, “vi sono fattori legati all'alimentazione, in particolare al consumo di cibi ultra-processati, molto diffusi tra giovani e giovanissimi”. Un ruolo centrale “sembra essere svolto anche dall'alimentazione nei primi 10-12 anni di vita, fondamentale per lo sviluppo di un microbiota sano”. Secondo l'esperto, “cresce inoltre l'attenzione verso l'esposizione a microplastiche e nanoplastiche e verso alcune tossine batteriche genotossiche, come la colibactina prodotta da Escherichia coli pks+ e la Cdt del Campylobacter jejuni, associate allo sviluppo e alla progressione dei tumori del colon e del pancreas”. Rilevanti anche “i fattori di rischio tradizionali, quali obesità, sovrappeso e diabete che, attraverso uno stato di infiammazione cronica di basso grado possono contribuire alla carcinogenesi".
Il programma del Gemelli
Di fronte dell'aumento dei tumori tra gli under 50, il Consiglio d'Europa ha già raccomandato l'anticipazione dei programmi di screening oncologico, in particolare per i tumori del colon e della mammella. In Italia, alcune Regioni hanno avviato programmi pilota in questa direzione. Il Policlinico Gemelli partecipa a importanti programmi europei come Jane2 - Eu Joint Action on Networks of Expertise, dedicato ai tumori a cattiva prognosi (pancreas e polmone, con future estensioni a ovaio e tumori a sede primitiva ignota). Solo nell'ultimo anno sono stati oltre 64mila i pazienti oncologici presi in carico dal Gemelli. L'attività clinica e scientifica si fonda su un piano di sviluppo per l'oncologia, che ha un rilievo centrale e prioritario nell'ambito del piano strategico di Fondazione Policlinico Gemelli per il prossimo quinquennio.
Il piano di sviluppo
"Il nostro piano di sviluppo si articola su tre direttrici fondamentali”, riferisce ancora Tortora. La prima è “lo sviluppo di una diagnostica sempre più evoluta, integrata e multiomica. Grazie a piattaforme tecnologiche già disponibili, il Gemelli punta a integrare i dati provenienti da genomica, proteomica, metabolomica, radiomica e altre discipline, superando la frammentazione delle informazioni e ponendo le basi per una companion diagnostic avanzata a supporto di terapie sempre più personalizzate", aggiunge. Il secondo punto riguiarda la “partecipazione allo sviluppo di nuovi trattamenti. Il nostro Policlinico è attivamente coinvolto nella sperimentazione di nuovi farmaci biologici e immunoterapici, anticorpi bi- e tri-specifici, anticorpo-farmaco coniugati (ADC) e, prossimamente, anche di vaccini terapeutici”, rimarca. Centrale è anche “l'integrazione con discipline ad alta tecnologia come la radioterapia e la radiologia interventistica”. In questo contesto si inserisce “il nuovo approccio alla malattia oligometastatica, oggi affrontata attraverso l'intervento coordinato tra oncologi medici, chirurghi, radioterapisti e radiologi interventisti, che ha restituito alla chirurgia un ruolo strategico anche in questi scenari complessi". Infine, il terzo elemento riguarda “l'innovazione nelle sperimentazioni cliniche e l'utilizzo dei big data”. Il Gemelli dispone di “un patrimonio unico di dati clinici, raccolti e conservati nel corso di decenni grazie a una visione pionieristica, un patrimonio che continua ad arricchirsi quotidianamente e che rappresenta una risorsa fondamentale per la ricerca, la medicina di precisione e il miglioramento continuo dei percorsi di cura”. Secondo Tortora, queste tre direttrici “integrate tra loro costituiscono il piano di sviluppo per l'oncologia del Policlinico Gemelli per i prossimi cinque anni e hanno l'obiettivo di rafforzare ulteriormente la prevenzione, l'innovazione terapeutica e la personalizzazione delle cure oncologiche".