Tumori, create nanoparticelle che possono bloccare e prevenire le metastasi

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La ricerca guidata dal professor Vahé Nerguizian dell'École de technologie supérieure dell'Università di Montreal potrebbe aprire a importanti novità per la cura dei tumori. Per i ricercatori, le nanoparticelle lipidiche che viaggiano tra le cellule e che sono responsabili delle metastasi potrebbero anche aiutare a bloccare la diffusione del cancro

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Trovare nuovi modi per prevenire la diffusione dei tumori è una sfida per tutti i ricercatori del campo. Nella maggior parte dei casi, la mortalità legata alla malattia è dovuta alle metastasi che, partendo da un organo o una ghiandola, si diffondono ad altre parti del corpo. E se a combattere il cancro fossero le stesse vescicole extracellulari prodotte dalle cellule? A questa domanda risponde lo studio del professor Vahé Nerguizian, docente presso l'École de technologie supérieure (ÉTS) dell'Università di Montreal, in Canada. Per l’esperto, comprendere il percorso delle metastasi nel corpo è il primo passo per determinare una cura. 

Lo studio

“Da circa otto anni il mio team studia le nanoparticelle lipidiche, che hanno dimensioni di appena 100 nanometri e sono invisibili a occhio nudo”, ha spiegato Nerguizian in uno studio pubblicato su The Conversation dal titolo: “Le bolle invisibili che diffondono il cancro potrebbero anche aiutare a fermarlo”. Le bolle alle quali si fa riferimento sono le vescicole extracellulari, particelle composte da lipidi e proteine che vengono rilasciate direttamente dalle cellule (sia sane che malate) e che portano con sé informazioni genetiche. Per questo motivo quando la vescicola di una cellula malata raggiunge tramite i vasi sanguigni una cellula sana ne altera il Dna e la trasforma in una cellula cancerosa. Così nascono le metastasi. 

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Nanoparticelle per curare il cancro

Queste nanoparticelle lipidiche che, se provenienti da una cellula malata possono infettare anche quelle sane provocando la diffusione della malattia, potrebbero però avere un ruolo fondamentale per la cura dei tumori. La loro capacità di spostarsi da una cellula all’altra può infatti essere sfruttata a favore della medicina determinando una svolta importante. “Le nanoparticelle lipidiche, come i liposomi, - spiega il ricercatore dell’università canadese - differiscono dagli approcci convenzionali al trattamento del cancro perché forniscono farmaci direttamente alle cellule tumorali. Ciò aumenta la loro efficacia e riduce la tossicità rispetto alla chemioterapia convenzionale”. 

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Nuovi approcci

La difficoltà, tuttavia, sta nello studiare le vescicole naturali che, essendo invisibili a occhio nudo, sono impossibili da estrarre. Il team di ricerca del professor Vahé Nerguizian è quindi riuscito a produrne delle copie artificiali che, iniettate nelle cellule tumorali, permettono di vedere e studiare la reazione. “Utilizzando i liposomi per replicare le vescicole naturali del corpo emanate dalle cellule tumorali, il nostro team spera di svelare il segreto di come si diffonde il cancro e determinare approcci efficaci per bloccarlo. La nostra ricerca apre la strada a trattamenti più mirati in grado di prevenire le metastasi e migliorare i tassi di sopravvivenza dei pazienti”, ha spiegato l’esperto.

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