Tumore vescica, AIFA approva farmaco in compresse per pazienti inoperabili o metastatici
Salute e BenessereIl carcinoma uroteliale spesso viene scoperto in stadi avanzati a causa di sintomi poco specifici. Identificare tempestivamente le mutazioni genetiche è fondamentale per offrire trattamenti personalizzati e migliorare la sopravvivenza dei pazienti
Ogni anno in Italia circa 31mila persone scoprono di avere un tumore della vescica, una delle neoplasie più diffuse e in crescita nel Paese. Negli ultimi mesi il carcinoma uroteliale è tornato sotto i riflettori grazie al congresso annuale della European Society for Medical Oncology (Esmo), dove sono state presentate terapie innovative, tra cui erdafitinib: una target therapy orale, assunta una volta al giorno, ora approvata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per i pazienti con forme particolarmente aggressive. Il farmaco è indicato per il carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico in adulti con mutazioni del gene FGFR3, già trattati con almeno una linea di terapia, incluso un inibitore PD-1/PD-L1, e ha mostrato significativi benefici in termini di sopravvivenza rispetto alla chemioterapia tradizionale.
Diagnosi precoce e test molecolari
Il carcinoma uroteliale colpisce l’urotelio, il tessuto che riveste vie urinarie come vescica, ureteri e uretra, e spesso viene diagnosticato in stadio avanzato a causa di sintomi poco specifici, come sangue nelle urine o cistiti ricorrenti. L’arrivo di erdafitinib rappresenta un passo importante nella medicina di precisione, ma la sua efficacia è strettamente legata all’identificazione delle mutazioni FGFR3 tramite test molecolari, ancora poco diffusi e non sempre rimborsati in Italia. Gli esperti sottolineano l’importanza di un approccio multidisciplinare che includa supporto psicologico, educazione del paziente e continuità delle cure anche fuori dall’ospedale, affinché chi affronta questa malattia non rimanga mai da solo nel percorso terapeutico.