Covid, la Cina allenta le restrizioni: quarantena a casa per i positivi

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Pechino consentirà l'isolamento domiciliare ai pazienti contagiati dal Covid-19 con sintomi lievi. Un annuncio che arriva dopo le parole della vice premier Sun Chunlan, responsabile della lotta al virus, che ha dichiarato che gli sforzi contro il Covid-19 "sono in una nuova fase" 

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La nuova politica anti-Covid sembra essere già avviata in Cina, precisamente a Chaoyang, un distretto di Pechino dove risiedono circa 3,6 milioni di persone, oltre che ambasciate e uffici di aziende straniere. Come riportato da Bloomberg, Pechino consentirà l'isolamento domiciliare ai pazienti contagiati dal Covid-19 con sintomi lievi. Un annuncio che arriva dopo le parole della vice premier Sun Chunlan, responsabile della lotta al virus, che ha dichiarato che gli sforzi contro il Covid-19 "sono in una nuova fase". 

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L’annuncio segna un cambio sostanziale della politica anti-Covid cinese, arrivato nel mezzo delle proteste scoppiate proprio per le rigide misure finora adottate nella lotta contro la pandemia, e che stanno interessando diverse città del Paese. I pazienti con sintomi lievi, dunque, potranno effettuare l'isolamento domiciliare per una settimana, se lo desiderano. Attualmente, coloro che risultano positivi, sono inviati obbligatoriamente nei siti di quarantena del governo per fermare la catena di trasmissione del virus, indipendentemente dalla gravità della forma contratta. Si pensa che la misura potrebbe essere d’esempio per gli altri distretti.

Come funziona il nuovo isolamento

 

Secondo quanto riportato dalle fonti di Bloomberg, il nuovo sistema di isolamento domiciliare prevede il montaggio di un sensore magnetizzato sulla porta di casa, che invia un avviso alle autorità in caso di apertura non autorizzata. La misura sembrerebbe però permessa solo a determinate categorie, come le donne in stato di gravidanza o coloro con condizioni fisiche o di vita particolari. La decisione sarebbe maturata con l’aumento dei casi a Pechino, che sta sperimentando il più grande focolaio della pandemia, con 5.006 casi registrati mercoledì 30 novembre: i centri di quarantena temporanea, infatti, starebbero esaurendo la loro capacità di ricezione. La mossa punta a diminuire perciò il livello di controllo dei funzionari. Secondo gli aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale, a livello nazionale i casi di Covid-19 registrati mercoledì 30 novembre sono 35.800, in calo rispetto alle 37.6122 unità registrate martedì 29.

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