Covid, l'Ema raccomanda di estendere l'uso di tocilizumab negli adulti gravi

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Il comitato per i medicinali umani dell'Ema raccomanda l'utilizzo di tocilizumab nei pazienti che stanno ricevendo un trattamento sistemico con corticosteroidi e richiedono ossigeno supplementare o ventilazione meccanica

Via libera dall'Ema all'uso di tocilizumab, il medicinale anti-artrite commercializzato da Roche, nei pazienti affetti da Covid-19 in forma grave.
Il comitato per i medicinali umani (Chmp)  dell'Agenzia europea del farmaco ha raccomandato di estendere l'indicazione di tocilizumab (RoActemra) per includere il trattamento degli adulti con forme di Covid-19 grave, che stanno ricevendo un trattamento sistemico con corticosteroidi e richiedono ossigeno supplementare o ventilazione meccanica. Lo ha annunciato la stessa Ema in una nota, dove precisa che il farmaco è già approvato nell'Ue per il trattamento delle condizioni infiammatorie dell'artrite reumatoide, dell'artrite idiopatica giovanile sistemica, della poliartrite idiopatica giovanile, dell'arterite a cellule giganti e della sindrome da rilascio di citochine (Crs). (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

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Nella nota, l'Ema sottolinea che per giungere a queste conclusioni, il comitato per i medicinali umani ha valutato i dati di uno studio principale che ha coinvolto 4.116 adulti ospedalizzati affetti da Covid-19 grave che necessitavano di ossigeno o ventilazione meccanica extra e presentavano livelli elevati di proteina C-reattiva nel sangue (indicante infiammazione). Dalla ricerca è emerso che il trattamento con RoActemra somministrato per infusione in aggiunta al trattamento standard sembra ridurre il rischio di morte rispetto al solo trattamento standard. "Complessivamente il 31% dei pazienti trattati con RoActemra più trattamento standard (621 su 2.022) è deceduto entro 28 giorni di trattamento rispetto al 35% dei pazienti trattati con il solo trattamento standard (729 su 2.094)", precisa l'Ema. Inoltre, "il 57% dei pazienti (1.150 su 2.022) che hanno ricevuto RoActemra è riuscito a lasciare l'ospedale entro 28 giorni rispetto al 50% dei pazienti (1.044 su 2.094) che hanno ricevuto il solo trattamento standard". Lo studio ha mostrato, inoltre, che non si può escludere un aumento della mortalità quando si utilizza RoActemra in pazienti che non ricevono corticosteroidi sistemici. Tuttavia, come spiegato nella nota, "il profilo di sicurezza del medicinale era favorevole in coloro che stavano già ricevendo un trattamento con corticosteroidi e si è concluso che i benefici del medicinale sono maggiori dei rischi per questi pazienti". L'Ema invierà ora la sua raccomandazione alla Commissione europea, che sarà poi chiamata a prendere una decisione in merito.

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