Covid Germania, 100 mila morti da inizio pandemia e record di contagi

Salute e Benessere

Nelle ultime 24 ore si sono registrati 75.961 nuovi casi nel Paese. Il dato, che rappresenta un nuovo record giornaliero, è stato divulgato dall’autorità sanitaria federale (Rki)

Continua a peggiorare il bilancio della sindemia di Covid-19 in Germania. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 75.961 nuovi casi nel Paese. Il dato, che rappresenta un nuovo record giornaliero, è stato divulgato dall’autorità sanitaria federale (Rki) assieme a un altro numero importante, quello dell’incidenza. Quest’ultima ha raggiunto un nuovo picco massimo: 419,7. La situazione è tutt’altro che rosea e presto toccherà al nuovo governo gestirla. Il suo insediamento avverrà nel corso di dicembre.

 

Dall’inizio dell’emergenza Covid, in Germania oltre 100mila persone hanno perso la vita a causa del coronavirus Sars-CoV-2. Secondo quanto riferito dal Robert Koch Institute, le 351 morti avvenute nelle ultime 24 ore hanno portato il bilancio totale a 100.119. Di fronte a questi numeri risulta evidente che la Germania si trova nel bel mezzo di una nuova ondata di casi di coronavirus.

La riduzione dei casi in Giappone

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In Giappone, invece, si sta verificando una situazione quasi opposta a quella della Germania. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati solo cinque nuovi contagi dal governo metropolitano di Tokyo. Per il Paese del Sol Levante si tratta del dato migliore dall’inizio del 2021. Da metà ottobre, il numero delle positività diagnosticate a Tokyo è sceso sotto la soglia delle 50 al giorno. Un recente studio, pubblicato dall’Istituto nazionale di genetica del Giappone, indica che la variante Delta, responsabile dell’ultima ondata di contagi nel Paese, potrebbe essere andata incontro all’autoestinzione a causa delle troppe mutazioni a carico della proteina nps14, responsabile della correzione degli errori di copiatura durante la replicazione virale. Il suo malfunzionamento avrebbe determinato l’autodistruzione dell’agente virale. 

 

Si tratta di un’ipotesi che non è ancora stata confermata al 100%, ma che sembra in linea con il drastico calo di contagi avvenuto in Giappone. Nelle ultime settimane, infatti, i contagi associati alla variante Delta sono sempre stati inferiori a 200. Secondo altri studi, gli individui asiatici sarebbero in grado di sviluppare più di europei e africani l’enzima Apobec3A, capace di aggredire i virus a mRna, tra cui anche Sars-CoV-2.

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