Pillola anti-Covid, Merck: stretto un accordo per favorire l'accesso globale al farmaco

Salute e Benessere
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L'azienda ha concesso una licenza royalty-free per Molnupiravir a un'organizzazione no-profit sostenuta dalle Nazioni Unite, che consentirà di produrre e vendere il farmaco a basso costo in 105 Paesi in Africa e Asia

 

L'azienda farmaceutica Merck ha annunciato di aver concesso una licenza royalty-free per Molnupiravir, il suo farmaco antivirale orale sperimentale per il trattamento di Covid-19 negli adulti, a un'organizzazione no-profit sostenuta dalle Nazioni Unite. L'accordo, come riporta il New York Times, è stato siglato con The Medicines Patent Pool (Mpt), un'organizzazione che lavora per rendere le cure mediche e le tecnologie accessibili a livello globale, e consentirà al farmaco di essere prodotto e venduto a basso costo in 105 Paesi in Africa e Asia. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

Mpt: i primi risultati "sono convincenti"

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I primi risultati sull'efficacia di Molnupiravir "sono convincenti", ha commentato
il direttore esecutivo dell'organizzazione, Charles Gore, augurandosi che questo accordo di licenza volontario per un trattamento contro il Covid-19 sia solo il primo di una lunga serie.
“Questa è la prima licenza sanitaria pubblica trasparente per un medicinale Covid ed è per un farmaco che potrebbe essere utilizzato al di fuori degli ospedali e che potenzialmente sarà molto a buon mercato", ha aggiunto.

Al vaglio dell'Ema e della Fda

La cosiddetta "pillola Merck" è attualmente in fase di revisione dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema). Se sarà concessa l'autorizzazione all'immissione in commercio dalla Commissione europea, Molnupiravir potrebbe essere la prima pillola antivirale per il trattamento del Covid-19 nell'Unione europea.  La decisione del Chmp dell'Ema di avviare la procedura si basa sui risultati preliminari di studi preclinici e clinici, dai quali è emerso che la pillola può ridurre la capacità del coronavirus Sars-CoV-2 di replicarsi, prevenendo così il ricovero o la morte nei pazienti Covid. L'Agenzia europea per i medicinali valuterà più dati su qualità, sicurezza ed efficacia del prodotto, e la revisione continuerà "fino a quando non saranno disponibili prove sufficienti per consentire all'azienda di presentare una domanda formale di autorizzazione all'immissione in commercio".
Il farmaco è anche al vaglio della Food and Drug Administration, l'agenzia del farmaco statunitense, che sta valutando la domanda di autorizzazione all'uso di emergenza. Le risposte dei due enti regolatori potrebbero arrivare in poche settimane.

 

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