Menopausa: la terapia ormonale non incrementa il rischio di demenza. Lo studio

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È quanto emerso da una ricerca pubblicata sul British Medical Journal e condotta su centinaia di migliaia di donne inglesi, che ha cercato di fare chiarezza sulla relazione tra questo trattamento e la probabilità di andare incontro al declino cognitivo

La terapia ormonale somministrata per ridurre i sintomi della menopausa non comporta un maggior rischio di sviluppare una demenza. È quanto emerso da un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto su centinaia di migliaia di donne inglesi, che ha cercato di fare chiarezza sulla relazione tra questo trattamento e la probabilità di andare incontro al declino cognitivo e di sviluppare varie patologie, ad esempio Alzheimer e altre demenze. Un argomento oggetto di diversi studi negli ultimi anni, da alcuni dei quali sono emersi risultati talvolta non coerenti o controversi.

Lo studio su oltre 100mila donne

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Per compiere lo studio, i ricercatori delle Università di Nottingham, Oxford e Southampton, coordinati da Yana Vinogradova, hanno analizzato le cartelle cliniche di 118.501 donne di età pari o superiore a 55 anni, che avevano ricevuto una diagnosi di demenza tra il 1998 e il 2020, per poi confrontarle con quelle di 497.416 donne che non avevano segni di declino cognitivo. Tra le partecipanti, 16.291 donne (14%) con diagnosi di demenza e 68.726 (14%) del gruppo di controllo avevano utilizzato la terapia ormonale della menopausa più di tre anni prima dell'inizio dello studio.

I risultati dell'analisi

Dall'analisi è emerso che la terapia ormonale in menopausa non fa crescere la probabilità di sviluppare una demenza. Al contrario, tra le donne con meno di 80 anni, trattate solo con estrogeni per almeno 10 anni, è stato riscontrato un rischio ridotto di declino cognitivo.
Tra le donne che avevano utilizzato la pillola anticoncezionale a lungo termine, è invece emersa una maggiore probabilità, seppure molta bassa, di sviluppare la malattia di Alzheimer: la terapia estro-progestinica assunta per almeno 10 anni, è stata associata a 7 casi in più ogni 10mila donne.

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