Covid, Sanofi blocca sperimentazione su vaccino a Rna messaggero

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"Arriverebbe troppo tardi sul mercato". Lo ha annunciato la società farmaceutica francese, precisando che continuerà a sviluppare l'altro preparato contro il virus

 

Il candidato vaccino anti-Covid a Rna messaggero sviluppato dall'azienda francese Sanofi non passerà alla fase 3 dei test, l'ultimo passo prima della commercializzazione. Lo ha annunciato la società farmaceutica francese, precisando che continuerà a sviluppare l'altro preparato contro il coronavirus Sars-CoV-2. Nonostante i risultati positivi della fase 1-2 della sperimentazione del suo vaccino a Rna messaggero, Sanofi ritiene che il prodotto arriverebbe sul mercato troppo tardi, quando saranno state prodotte 12 miliardi di dosi di vaccini anti-Covid da qui alla fine dell'anno. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

L'annuncio dell'azienda

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In una nota, l'azienda precisa che i risultati positivi dello studio di fase 1-2 del suo preparato a Rna messaggero confermano il potenziale della sua piattaforma per mRna.
“Siamo felici di vedere questi risultati iniziali positivi. Abbiamo fatto un passo avanti impressionante solo 9 mesi dopo la prova mondiale del concetto di vaccini mRNA e solo 17 da quando abbiamo iniziato questo primo progetto di vaccino mRNA", ha commentato Jean-Francois Toussaint, Global Head of Research and Development di Sanofi. “Questi risultati aiuteranno chiaramente a deliberare il percorso da seguire per i nostri programmi di sviluppo dell'mRNA. Oggi disponiamo di una piattaforma di mRNA promettente, che stiamo portando al livello successivo dello sviluppo, compreso il passaggio all'mRNA modificato e contro altre malattie, inclusa l'influenza", ha aggiunto.

L'altro vaccino contro il Covid-19 di Sanofi  

Come detto, Sanofi continuerà i suoi sforzi nella lotta contro la pandemia di Covid-19 con il suo candidato vaccino adiuvato con proteine ​​ricombinanti, sviluppato in collaborazione con l'azienda Gsk. "Dati preclinici pubblicati di recente hanno indicato che il candidato ha il potenziale per potenziare fortemente le risposte immunitarie dopo la vaccinazione primaria su più piattaforme tecnologiche vaccinali e contro un ampio spettro di varianti preoccupanti", precisa la nota.

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