Vaccini Covid: 6 miliardi di dosi somministrate nel mondo

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Lo calcola l'Afp. La Cina è il Paese con più dosi somministrate: 2,18 milioni. Seguono l'India e gli Stati Uniti

Nel mondo sono state somministrate più di 6 miliardi di dosi di vaccini anti-Covid, secondo un conteggio dell'Afp.
Con 2,18 miliardi di iniezioni (quasi il 40%), la Cina è il Paese con più dosi somministrate, seguita dall'India (826 milioni) e dagli Stati Uniti (386 milioni). Permangono forti disparità tra Stati ricchi e poveri. In quelli classificati "ad alto reddito" dalla Banca mondiale sono state somministrate in media 124 dosi ogni 100 abitanti, rispetto alle 4 dosi per 100 abitanti in quelli "a basso reddito". In 3 Paesi - Burundi, Eritrea e North Korea - non risulta inoltre alcuna vaccinazione. (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

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Intanto prosegue a pieno regime la campagna di vaccinazione anti-Covid in Italia. Lunedì 20 settembre sono partite le somministrazioni della terza dose di vaccino anti-Covid, al momento destinata ai soggetti immunocompromessi, trapiantati e malati oncologici con determinate specificità. In totale si tratta di circa tre milioni di persone, che fanno parte delle categorie vulnerabili indicate da una circolare del ministero della Salute. "È un passo avanti importante per dare protezione a chi ha un sistema immunitario più debole", ha detto il ministro Roberto Speranza. "I vaccini ci sono, tutti i presidenti di Regione sono pronti anche per partire con la terza dose per i residenti delle Rsa, gli over 80 e per il personale sanitario: questo non appena il Cts ci darà il via libera", ha aggiunto Figliuolo. Secondo il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, la terza dose sarà probabilmente somministrata a tutta la popolazione. Ad oggi, è ancora “prematuro parlare di una terza dose per tutti, ma credo che dovremo farla. Sul quando, la scienza dovrà dircelo. È evidente che c'è un calo dell'immunità nel corso del tempo, variabile da soggetto a soggetto, anche sulla base delle eventuali comorbilità che le persone hanno. Però è verosimile che, nel tempo, un richiamo dovremo farlo tutti”, ha dichiarato in un'intervista a Tgcom24.

 

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