Green pass a mensa: come stanno riaprendo le aziende

Salute e Benessere
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Sindacati e imprese della ristorazione contrari. Alcune aziende si sono già attivate con alternative per gli sprovvisti del pass, quali pacchetti contenenti il pasto da consumare all’esterno o in appositi spazi. Altre continueranno temporaneamente a seguire le regole del Protocollo di sicurezza

Oggi molte aziende italiane hanno ripreso l'attività dopo la pausa estiva, con un'importante novità: l’accesso in mensa solo con il green pass. Un tema che continua a dividere. Come sottolinea Repubblica in un articolo, Cgil, Cisl e Uil contestano la disposizione governativa perché non sostenuta da una norma, ma da una Faq pubblicata sul sito di Palazzo Chigi il 14 agosto. Posizione in parte condivisa anche dalle imprese. Le aziende della ristorazione collettiva, in particolare, oltre a criticare la Faq, lamentano che la responsabilità dei controlli dei green pass per l'accesso alla mensa, essendo un servizio aggiuntivo, non può essere imputata a loro. (VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

 

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Tra aziende alle prese con il tema del green pass in mensa, alcune si sono già attivate con alternative per gli sprovvisti del certificato vaccinale, con lunch box o delivery da consumare all’esterno o in appositi spazi. Altre, invece, soprattutto le più piccole, continueranno temporaneamente a seguire le regole del Protocollo di sicurezza: turni, plexiglass, tavoli sanificati e distanziati. Le soluzioni via via trovate, in alcuni casi sono state discusse e condivise con i sindacato. In altri no.

Le diverse interpretazioni delle Faq

Come precisa la fonte, in base alla lettura che Confindustria dà della Faq governativa anche i refettori o altre sale aziendali dovrebbero essere bandite a chi è sprovvisto di green pass perché il Protocollo "impone regole rigide sulla compresenza in spazi comuni, imponendo comunque sempre la mascherina". Tra le aziende ad aver adottato alternative per i lavoratori senza certificazione, la Hanon Systems di Campiglione Fenile (Torino) è stata la prima a montare la tenda esterna destinata a chi non ha il pass. Mediaset, Leonardo, Enel, Rai, Barilla stanno invece cercando soluzioni condivise con i sindacati per chi non può accedere alla mensa. Ci sono, inoltre, aziende che si oppongono fermamente all'obbligo del green pass in mensa e altre che sono andate oltre la Faq del Governo e che impongono la certificazione a tutti i dipendenti per entrare in azienda (o in alternativa un tampone rapido ogni 72 ore). Tra le prime rientra il gruppo Coesia di Bologna, una multinazionale del packaging, che in mensa accetta tutti i dipendenti, senza distinguere tra chi ha o non ha il green pass, perché ritiene la "coesione" dei lavoratori un valore da "tutelare" tanto quanto la loro salute e contro ogni "discriminazione".

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