Covid, i ristoratori scrivono a Draghi: usare il Green pass per stop a restrizioni

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È questa la posizione della Fipe Confcommercio, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, contenuta all’interno di una lettera firmata dal presidente Lino Enrico Stoppani ed indirizzata al premier Mario Draghi, oltre che ai ministri competenti Garavaglia, Giorgetti e Speranza

“Il ritorno alla stagione delle misure restrittive sulle imprese deve essere scongiurato in ogni modo e lo strumento migliore per raggiungere il risultato è il Green pass”. È questa, in sintesi la posizione della Fipe Confcommercio, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, contenuta all’interno di una lettera del presidente Lino Enrico Stoppani indirizzata al premier Mario Draghi e ai ministri competenti Garavaglia, Giorgetti e Speranza.

Il Green pass e l’evoluzione del quadro epidemiologico

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Perché ciò si realizzi, si legge ancora nella lettera, “occorre collegare l’utilizzo progressivo del Green pass all’evoluzione del quadro epidemiologico prevedendo che il cambio di colore delle Regioni si accompagni proprio ad un uso più estensivo del certificato”, ha scritto Stoppani. In questo modo, ha continuato “si raggiungono tre risultati: si incentiva la campagna di vaccinazione, non si penalizza la stragrande maggioranza degli italiani che hanno scelto responsabilmente di vaccinarsi e non si ferma neppure una sola impresa”.

La proposta della Fipe

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Secondo Stoppani, “serve un cambio di passo per fare in modo che la massiccia campagna vaccinale non solo prosegua speditamente, ma serva proprio a coniugare la tutela della salute con la salvaguardia dell’economia”, si legge ulteriormente. “Ancora oggi, purtroppo, se peggiora il quadro sanitario si interviene con misure restrittive sulle imprese”, ha rilevato il presidente di Fipe. Attualmente, con 36 milioni di persone vaccinate con doppia dose, “è possibile cambiare approccio”, ha continuato, ribadendo ancora una volta la proposta sul tema. Cioè, come detto, di “estendere progressivamente l’uso del Green pass, collegando i livelli di rischio con cui si classificano le Regioni all’utilizzo progressivo della certificazione verde: man mano che peggiora il quadro sanitario, si amplia la platea di attività e servizi nei quali si accede con il Green pass”, ha sottolineato. Secondo la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, questo, resta “il modo migliore per incoraggiare la campagna di vaccinazione, tutelare la libertà di chi ha scelto responsabilmente di vaccinarsi e superare definitivamente la faticosissima stagione delle chiusure o limitazioni alle attività, in particolare proprio dei Pubblici Esercizi”, ha riportato ancora Stoppani.

“Incomprensibile ricadere nelle maglie di nuove chiusure”

In chiusura, poi, ecco un messaggio che viene definito “una questione di equità”. Per la Fipe, infatti, “dopo molti mesi di sacrifici, sarebbe incomprensibile ricadere nelle maglie di nuove chiusure e restrizioni per causa di chi, dopo nove mesi di campagna vaccinale, sceglie ancora oggi liberamente di non vaccinarsi, aumentando con questa scelta individuale il rischio collettivo di assumere nuovi costosissimi provvedimenti, in termini sanitari, economici e sociali”, ha concluso Stoppani.

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